La centralità della tradizione nel comprendere il passato, presente e futuro del mondo islamico

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Ultimo aggiornamento: 02/07/2024 10:46:02

Hadith .jpgRecensione di Jonathan Brown, Hadith. Muhammad’s Legacy in the Medieval and Modern World, Oneworld, Oxford 2009

 

Centrale nell’Islam è l’imitazione del comportamento di Muhammad e dei suoi primi Compagni. In questa prospettiva si comprende facilmente quanta importanza rivesta la letteratura degli hadîth, cioè le tradizioni in cui questo comportamento (in arabo sunna) è registrato. Professore associato di Islam e relazioni islamo-cristiane alla Georgetown University di Washington, nel suo libro Jonathan Brown offre uno studio antologico di questa letteratura.

Nello specifico l’autore esamina la terminologia tecnica che definisce gli hadîth, ne analizza le raccolte e il processo di trasmissione, la critica prodotta nei secoli, rilevando come i dibattiti e gli eventi della storia abbiano inciso su di essa. Pur analizzando la Tradizione attraverso la prospettiva del musulmano sunnita (l’autore si è convertito all’Islam), Brown dà voce anche all’Islam sciita. Abbandonando quindi il discorso interno all’Islam, nella seconda parte del libro l’autore ripercorre brevemente il dibattito orientalistico sull’autenticità della Sunna, illustrando la posizione degli scettici come Goldziher, ma anche quella di chi invece ritiene che buona parte degli hadîth sia autentica, come lo studioso tedesco Harald Motzki.

 

Oltre a offrire un quadro completo ed esaustivo della tradizione, il libro si propone anche di esplorare i dibattiti nati in seno all’Islam contemporaneo. Nel dettaglio, Brown tenta di rispondere a due domande: la prima è se il metodo classico di interpretazione degli hadîth abbia prodotto una rappresentazione corretta della Sunna di Muhammad; la seconda riguarda il ruolo che quest’ultima dovrebbe svolgere nella comprensione dell’Islam.

L’autore identifica quattro diverse scuole di pensiero, tutte nate nel corso dell’Ottocento, che a queste domande rispondono in maniera molto diversa e contrastante:

  • il modernismo islamico
  • il salafismo moderno
  • il salafismo conservatore
  • il tradizionalismo sunnita

La prima, nota anche come “Quran only movement”, è un fenomeno nato nel contesto indiano nella seconda metà dell’Ottocento, rappresentato da studiosi quali Chiragh ‘Alî, Muhammad Aslam Jayrapûrî e Abû Rayya. Come dice il nome stesso del movimento, il modernismo predica la lettura esclusiva del Corano ritenendo che gli hadîth non offrano affatto un’immagine veridica del Profeta. Quanto ai due salafismi, moderno e conservatore, entrambi guardano alla purezza originaria dell’Islam dei Salaf, le prime pie generazioni di musulmani, attraverso la lente della Sunna, ma la declinano in chiave diversa. La prima corrente (Sayyid Ahmad Khan, ‘Abduh e Rashîd Ridâ) spera di ricreare un Islam puro pur adeguandolo al mondo moderno, mentre la seconda, nata in Arabia Saudita da ‘Abd al-Wahhâb intende ripristinare l’Islam esattamente nelle forme vissute dal Profeta, depurandolo da tutte le aggiunte culturali successive.

La rassegna si conclude con la scuola di pensiero tradizionalista sunnita, la più diffusa, secondo la quale un buon musulmano per essere davvero tale segue una delle quattro scuole di diritto, fa riferimento alla teologia ash‘arita (l’autore non cita quella maturidita), e si affilia a una confraternita sufi.

 

Hadith. Muhammad’s Legacy in the Medieval and Modern World – spiega Brown, è il tentativo di comprendere meglio il passato, il presente e il futuro del mondo islamico. Perché in tutti i dibattiti interni all’Islam sulle questioni più controverse – il jihad e il martirio, i diritti della donna secondo la legge islamica, come il musulmano deve compiere le preghiere e il digiuno durante il Ramadan, se la Sunna sia o meno un elemento fondante del diritto islamico – gli hadîth sono elementi cardine: le più importanti chiavi di lettura del presente dopo il Corano.

 

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