Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale
Ultimo aggiornamento: 17/07/2026 16:35:08
La guerra tra Iran e Stati Uniti sembra essere ormai ripresa a pieno ritmo. Si fa strada, inoltre, un’eventualità che non si era manifestata nemmeno nelle fasi più acute del conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio: alla chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe aggiungersi quella di Bab el-Mandeb per mano degli Houthi yemeniti. Proprio il gruppo zaydita yemenita è stato al centro di una nuova fase di ostilità con l’Arabia Saudita, che rischia di porre fine a un cessate il fuoco in vigore ormai da quattro anni. Per ora, comunque, lo scontro è sul controllo di Hormuz e non sugli obiettivi iniziali della guerra, come il cambio di regime a Teheran o il suo programma nucleare.
Per tutta la settimana Stati Uniti e Iran si sono scambiati attacchi. Gli iraniani si sono concentrati in particolare sulle basi americane in Giordania, Kuwait e Bahrein (a cui si è aggiunta quella in Qatar nella notte tra giovedì e venerdì) , mentre gli americani hanno condotto operazioni non solo lungo la costa iraniana, ma anche più in profondità. L’obiettivo, ha riferito una fonte militare alla Reuters, è distruggere le capacità militari iraniane prima di avviare nuove e più complesse operazioni, tra cui un possibile attacco alla montagna di Pickaxe e alle infrastrutture energetiche del Paese. Secondo altre interpretazioni, le operazioni militari americane sarebbero invece propedeutiche a una futura operazione di terra che, però, resta difficile da immaginare per scopo e dimensioni.
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