Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale

Ultimo aggiornamento: 27/02/2026 16:06:23

Segnaliamo ai nostri lettori l'evento di martedì 3 marzo, alle ore 18.00, Viaggiare per conoscere attraversando religioni e culture, in cui presenteremo gli itinerari de I Viaggi di Oasis in collaborazione con Duomo Viaggi e Turismo. Partecipazione gratuita con registrazione obbligatoria.

 

Nonostante i problemi idraulici che ha riscontrato la portaerei Gerard Ford nella sua navigazione verso il Mediterraneo orientale, la concentrazione di sistemi d’arma americani in Medio Oriente è continuata ad aumentare: per la prima volta gli Stati Uniti hanno dispiegato in Israele anche un gruppo di aerei da combattimento F-22 Raptor, ciò che secondo l’ex generale dell’Air Force David A. Deptula indica che essi «sono seriamente intenzionati ad attaccare» se l’Iran «non accetterà le loro condizioni». Per il Washington Post, sono più di 150 gli aerei che Washington ha dispiegato in vista di un possibile attacco alla Repubblica Islamica, una forza ben superiore a quella della cosiddetta “guerra dei dodici giorni” e inferiore soltanto a quella necessaria per l’invasione dell’Iraq nel 2003. L’Iran, invece, sembrerebbe in procinto di acquisire potenti missili antinave dalla Cina, nell’ambito di negoziazioni che vanno avanti da oltre due anni ma che hanno subito un’importante accelerazione dopo la guerra dell’anno scorso con Israele e Stati Uniti. Le notizie delle ultime ore continuano a essere contrastanti: Washington ha autorizzato la partenza del personale non essenziale dall’ambasciata di Beirut, in Libano, e da Israele, specificando in quest’ultimo caso che i funzionari e le loro famiglie dovrebbero partire «fintanto che i voli commerciali sono disponibili». Dall’altro lato, il ministro degli Esteri omanita Badr Al Busaidi ha dichiarato che nel corso degli ultimi colloqui a Ginevra sono stati fatti «progressi significativi».

Gli ha fatto eco il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo il quale «le posizioni si sono avvicinate a una comprensione reciproca in alcuni ambiti. Abbiamo compiuto progressi significativi sul dossier nucleare e sulla revoca delle sanzioni». Inizia ora il lavoro delle squadre di tecnici, che si incontreranno a Vienna per discutere i dettagli necessari. Al tempo stesso, l’Iran non è disponibile a cedere su tutte le richieste americane e continua a essere restio all’insecontinua a leggere

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