Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale

Ultimo aggiornamento: 30/04/2026 17:02:42

Martedì 28 aprile gli Emirati Arabi Uniti hanno ufficialmente annunciato che dal 1° maggio 2026 abbandoneranno l’OPEC, il cartello che riunisce i principali Paesi produttori di petrolio. Secondo il ministro dell’Energia emiratino Suhail Al Mazrouei, intervistato da CNBC, l’offerta globale di petrolio è al di sotto delle necessità del mercato – ciò che si riflette nell’aumento dei prezzi a cui stiamo assistendo – e dunque la mossa di Abu Dhabi dovrebbe avere un impatto minimo sull’andamento delle quotazioni. Soprattutto, ha detto Al Mazrouei, la decisione di uscire dall’OPEC (e conseguentemente dall’OPEC+, di cui fa parte anche la Russia) non avrebbe nulla a che vedere con eventuali tensioni con gli altri Paesi membri del gruppo, e in particolare con l’Arabia Saudita che tradizionalmente guida l’organizzazione. Tuttavia, è davvero difficile non scorgere nella decisione emiratina un ulteriore segno della tensione crescente tra Riyad e Abu Dhabi, oltreché del coordinamento emiratino con gli americani.

All’udire la notizia il primo pensiero di molti ha riguardato l’impatto sul prezzo del petrolio. Tecnicamente la decisione di Abu Dhabi implica una (parziale) rottura delle logiche che guidano il cartello, ciò che dovrebbe tradursi in un minor coordinamento in materia di offerta del petrolio e dunque, potenzialmente, una riduzione del prezzo. Tuttavia, in questo momento l’offerta è bloccata dalla situazione in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, perciò anche l’eventualecontinua a leggere

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