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Eventi

Il senso della sete. L’acqua tra geopolitica, diritti, arte e spiritualità

Il 14 dicembre alle ore 17.30 presso la Caritas Ambrosiana di Via San Bernardino 4 a Milano, con anche l'intervento del nostro direttore scientifico Martino Diez

Ultimo aggiornamento: 13/12/2021 13:18:30

Saluti

Luciano Gualzetti, direttore Caritas Ambrosiana

 

Intervengono:

 

Francesco Profumo, già presidente CNR e presidente della Fondazione Compagnia San Paolo

 

Martino Diez, docente Università Cattolica e direttore scientifico Fondazione Internazionale Oasis

 

Elena Grandi, assessora all’Ambiente dei Verdi

 

 

Sarà presente l’autrice Fausta Speranza

 

Il libro contiene la lettera del Papa all’autrice e le prefazioni o introduzioni di Vandana Shiva, Pasquale Ferrara, Leonardo Becchetti, Francesco Profumo, Stefano Ceccanti.

 

Solo lo 0,5 per cento dell'acqua sulla Terra è utilizzabile come acqua dolce e il cambiamento climatico riduce l’accumulo di acqua terrestre di un centimetro ogni anno. Sono dati dell’Agenzia dell’Onu per la meteorologia che avverte: nel 2050 cinque miliardi di persone avranno problemi di accesso a risorse idriche.  Senza dubbio l’emergenza per la più essenziale delle risorse è la più grave tra quante vengono affrontate  in tema di cambiamenti climatici.

Per i leader mondiali la sfida non è solo quella di raggiungere accordi per contrastare il surriscaldamento globale, ma quella di ritrovare un nuovo equilibrio di collaborazione a livello internazionale.

Di acqua, di geopolitica e di diritto alla salute si parla nel libro di Fausta Speranza Il senso della sete. L’acqua tra geopolitica, diritti, arte e spiritualità (Infinito Editore 2021)

 

Tra urgenze geopolitiche e diritti non scontati, il testo offre la disamina dei disastri ambientali e delle prospettive di una tecnologia green, ma anche un excursus nel patrimonio umanistico, religioso e artistico che gravita intorno alla più essenziale e alla più emblematica delle risorse. 

Tutti gli ambiti del Sapere sono chiamati a cooperare per sviluppare una sorta di adeguata nuova antropologia all’altezza delle sfide dei cambiamenti climatici. Una trasformazione culturale di portata enorme, cruciale e appassionante come Il senso della sete.

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