Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale
Ultimo aggiornamento: 23/01/2026 17:47:59
Mercoledì le autorità iraniane hanno diffuso il primo bilancio ufficiale dei morti durante le manifestazioni dell’ultimo mese. Secondo i dati del Ministero degli Interni e della Fondazione dei Martiri, le vittime sarebbero 3117, ma tra questi solo 2427 sarebbero civili o membri delle forze di sicurezza, forse un modo (poco credibile) per far intuire che i restanti sarebbero agenti stranieri. Secondo alcune ricostruzioni, inoltre, ai familiari dei manifestanti che reclamano i corpi dei loro cari le autorità della Repubblica Islamica impongono una scelta: pagare la cosiddetta «tassa del proiettile» o firmare una dichiarazione secondo cui i morti sarebbero stati membri della milizia volontaria dei basiji uccisi da violenti manifestanti. Secondo le organizzazioni non governative, le persone che hanno perso la vita in Iran sarebbero però molte di più di quelle ufficialmente conteggiate. Tuttavia, mentre a livello interno le acque sembrano essersi calmate, alcune domande si impongono. La prima riguarda gli Stati Uniti, che non hanno ancora abbandonato l’ipotesi di un ulteriore attacco all’Iran. Altri interrogativi ruotano attorno alla Repubblica Islamica: perché non è ancora crollata? Cosa potrebbe prendere il posto del regime guidato da Ali Khamenei?
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