Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa araba

Ultimo aggiornamento: 22/05/2026 15:13:12

Il terzo round di negoziati tra Libano e Israele ha portato all’estensione della tregua di 45 giorni e all’annuncio dell’apertura di un doppio canale, politico e securitario. Nella dichiarazione diffusa dal Dipartimento di Stato americano si parla della necessità di costruire «una pace duratura tra i due Paesi» e di garantire «la sovranità, l’integrità territoriale e la sicurezza effettiva lungo i confini di entrambe le parti». In teoria, questo riferimento alla piena sovranità libanese sembrerebbe smentire il progetto israeliano della “zona cuscinetto”, cardine della strategia di «difesa avanzata» lungo il confine meridionale, osserva su al-Sharq al-Awsat lo scrittore libanese Hannah Saleh. La realtà sul terreno racconta però tutt’altra cosa: «La guerra israeliana contro il Libano, dopo aver ridotto le infrastrutture in macerie e provocato perdite umane spaventose, sta entrando in una fase ancora più dolorosa e pericolosa».

Il discorso americano si scontra con le «ambizioni sioniste», scrive Saleh, che prevede un’intensificazione della guerra a 100 giorni dalle elezioni israeliane. «Netanyahu, il criminale di guerra israeliano, conduce la propria campagna elettorale con il sangue dei libanesi», e «porta avanti il piano di smantellamento della comunità sciita e sfollamento di massa. La sua priorità sembra essere indebolire la base di Hezbollah e impadronirsi della terra rendendola inabitabile: un desertcontinua a leggere

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