Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale

Ultimo aggiornamento: 24/04/2026 16:34:17

Abbiamo trascorso i primi giorni della settimana chiedendoci se, alla fine, JD Vance e la delegazione iraniana avrebbero raggiunto Islamabad per trovare un’intesa tra Iran e Stati Uniti prima della scadenza del cessate il fuoco. Martedì sera è arrivata la risposta: niente colloqui in Pakistan, a causa del mancato accordo sui prerequisiti del negoziato. L’Iran voleva anzitutto la rimozione del blocco navale americano, mentre Donald Trump ha chiesto la liberazione di otto donne detenute in Iran, oltre alle consuete garanzie in materia di arricchimento dell’uranio. Nel frattempo, non sono mancati ultimatum e proverbiali minacce di bombardamenti. Proprio mentre la ripresa delle ostilità sembrava imminente, il presidente americano ha prorogato la tregua, ufficialmente su richiesta pachistana per permettere all’Iran di sottoporre una bozza di accordo. Un altro TACO Tuesday, scherzano (ma non troppo) i critici usando l’ormai celebre acronimo associato al modus operandi dell’inquilino della Casa Bianca (Trumps always chickens out, “Trump fa sempre marcia indietro”). Purtroppo, l’impressione è che il rinnovo della tregua abbia soltanto spostato un poco più avanti le nuove operazioni militari. È significativo, però, che nell’annunciare l’estensione del cessate il fuoco il presidente americano abbia parlato delle difficoltà connesse a una leadership iraniana che sarebbe «gravemente frammentata». È davvero così?

Come ha osservato Zvi Bar’el sul quotidiano progressista israeliano Haaretz, rispetto alle precedenti occasioni ora la differenza è che Trump non ha definito scadenze temporali, apparentemente per permettere a Teheran «di risolvere le proprie controversie interne, consolidare una posizione condivisa e autorevole e tornare con risposte esaurienti su tutte le questioni in sospeso». Nel frattempo, però, le schermaglie nello Stretto di Hormuz si sono fatte più frequenti, con l’Iran che continua a leggere

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