Il progetto di ricerca della Fondazione Oasis per il 2026, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cariplo
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026 14:53:38
Seconda annualità del piano triennale di ricerca Religione, politica e tecnologia in un Mediterraneo in transizione
2025-2026-2027
Il contesto
Nel 2025, la Fondazione Oasis ha concentrato il proprio lavoro sulle trasformazioni innescate nel Mediterraneo allargato dalla guerra a Gaza e sulle loro ricadute sulle società europee. Un anno più tardi, il conflitto ha ormai prodotto conseguenze che vanno ben oltre il teatro mediorientale, incidendo sugli equilibri regionali, sulle relazioni internazionali e sul dibattito pubblico italiano.
In Italia, la guerra ha infatti alimentato un rinnovato interesse per il Medio Oriente e per la presenza musulmana nel Paese, contribuendo al tempo stesso alla polarizzazione dell’opinione pubblica e dei rapporti interreligiosi. Il tema ha inoltre coinvolto in modo particolare le giovani generazioni, come dimostrano le numerose richieste rivolte alla Fondazione Oasis da scuole e docenti per approfondire la storia e l’attualità mediorientale.
La fine del conflitto a Gaza, anche qualora si consolidasse, non esaurisce dunque le questioni aperte. Nuovi equilibri regionali, il ruolo crescente di alcuni attori e le conseguenze della guerra per l’Europa rendono necessario continuare a interrogarsi sugli sviluppi del Medio Oriente e sulle loro ripercussioni nel nostro contesto.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al dialogo interreligioso. La guerra ha messo in discussione una stagione di dialogo islamo-cristiano e ha prodotto nuove fratture e polarizzazioni. Il dialogo è quindi chiamato a confrontarsi con quanto accaduto e a individuare nuove basi per costruire relazioni di fiducia e percorsi di riconciliazione.
Le linee di ricerca del progetto
In continuità con il lavoro realizzato nel 2025, la ricerca si svilupperà lungo due principali direttrici:
1) La fine del conflitto a Gaza e le sue conseguenze
La prima linea di ricerca analizzerà gli sviluppi successivi alla guerra a Gaza e le loro conseguenze sul conflitto israelo-palestinese, sugli equilibri mediorientali e sul ruolo degli attori regionali ed europei. Particolare attenzione sarà dedicata alle prospettive della questione palestinese, alla situazione della Cisgiordania e all'evoluzione del ruolo di Paesi come Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Iran.
2) Il dialogo islamo-ebraico-cristiano dopo la guerra a Gaza e la presenza islamica in Italia
La seconda linea si concentrerà sulle conseguenze della guerra per il dialogo interreligioso e sulla presenza musulmana in Italia. L'obiettivo sarà comprendere come le fratture prodotte dal conflitto abbiano modificato le relazioni tra comunità e come il dialogo possa confrontarsi con le nuove polarizzazioni, senza limitarsi a ripristinare la situazione precedente al 7 ottobre 2023.
Gli obiettivi
Lo sviluppo di queste linee di ricerca ha lo scopo di offrire a decisori, operatori e, più in generale, all’opinione pubblica italiana le coordinate necessarie per interpretare la situazione creatasi dopo due anni di guerra a Gaza.
Più nello specifico, il progetto persegue due obiettivi principali.
1) Offrire una comprensione delle dinamiche politiche mediorientali e delle loro ripercussioni per l’Italia e l’Europa
Il conflitto in Medio Oriente ha suscitato un rinnovato interesse per la politica internazionale, ma il dibattito pubblico non sempre dispone degli strumenti adeguati per interpretare la complessità dei temi in gioco. Da un lato, la crescente influenza di influencer e nuovi centri di informazione attraverso i social network contribuisce alla discussione pubblica, ma può produrre contenuti approssimativi e polarizzanti. Dall’altro, la produzione accademica, pur offrendo analisi più approfondite, è spesso troppo specialistica per un pubblico generalista.
La Fondazione Oasis intende contribuire a colmare questo divario, partecipando al dibattito pubblico con contenuti di qualità ma accessibili e offrendo sia agli addetti ai lavori sia al pubblico generalista strumenti utili per comprendere l’attualità mediorientale e le sue ripercussioni sull’Italia e sull’Europa.
Particolare attenzione sarà dedicata alle giovani generazioni e alla loro formazione, anche attraverso percorsi pensati specificamente per le scuole.
2) Favorire il dialogo tra cristiani, musulmani ed ebrei
La guerra a Gaza ha rappresentato uno spartiacque anche per il dialogo interreligioso, mettendo a dura prova i rapporti tra comunità musulmane ed ebraiche e ponendo i cristiani nella difficile posizione di essere chiamati a schierarsi per l’una o per l’altra parte.
Conclusa la guerra, appare urgente rilanciare il dialogo su basi nuove. Una delle novità consiste nel promuovere in modo più sistematico occasioni di confronto “triangolare” tra cristiani, musulmani ed ebrei.
Il progetto mira inoltre a valorizzare il ruolo dei cristiani come interlocutori capaci di favorire il dialogo e la mediazione, sottraendoli alla logica delle contrapposizioni e contribuendo a dare spazio alle figure e alle posizioni meno polarizzanti e più aperte alla riconciliazione tra arabi e israeliani.