Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale
Ultimo aggiornamento: 06/11/2026 17:04:54
Il risultato delle elezioni di mid-term negli Stati Uniti si inserisce in un contesto di continua oscillazione tra la prospettiva di una ripresa dei combattimenti tra Washington e Teheran e la possibilità di un accordo che chiuda definitivamente la partita aperta da Donald Trump e Benyamin Netanyahu lo scorso 28 febbraio. Già a inizio settimana, prima ancora dell’apertura delle urne, il vicepresidente JD Vance si era detto ottimista sulle prospettive di un’intesa diplomatica, ma a poche ore di distanza gli Stati Uniti hanno condotto un bombardamento – definito da Washington limitato e difensivo – sull’isola di Qeshm, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Anche i giorni successivi al voto sono stati segnati dalla stessa alternanza tra aperture e minacce. Proprio venerdì il presidente americano ha dichiarato che potrebbe rendersi necessario «distruggere il resto dell’Iran» e che presto si saprà quale direzione prenderà Washington. Nelle stesse ore, però, Trump ha discusso di de-escalation anche con l’emiro del Qatar, che ha cercato di mettere in guardia il tycoon contro un nuovo attacco alla Repubblica Islamica.
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