Il progetto di ricerca 2025 di Oasis, intrapreso grazie al sostegno della Fondazione Cariplo
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026 14:53:14
Prima annualità del piano triennale di ricerca Religione, politica e tecnologia in un Mediterraneo in transizione
2025-2026-2027
Il contesto
Negli ultimi mesi del 2024, l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente ha posto le premesse per profondi cambiamenti negli assetti politici della regione e, di riflesso, nel Mediterraneo allargato. La fine del regime di Bashar al-Assad in Siria, il ridimensionamento di Hamas e Hezbollah e il mutamento degli equilibri regionali hanno aperto una fase nuova, la cui direzione rimane tuttavia ancora da decifrare.
Il Medio Oriente e il Nord Africa sono attraversati dalla tensione tra modelli ereditati dal passato e ambizioni di rinnovamento. I segnali sono contraddittori: mentre l’Islam politico ha subito importanti battute d’arresto, la situazione siriana ha rilanciato il tema del governo islamico e del rapporto con le minoranze, mentre i conflitti degli ultimi anni hanno offerto nuovi spazi di azione ai movimenti jihadisti. Sul piano economico, inoltre, processi di forte modernizzazione convivono con persistenti situazioni di povertà e sottosviluppo.
Queste trasformazioni sono destinate ad avere conseguenze anche per l’Italia e l’Europa. La guerra a Gaza ha alimentato una forte mobilitazione nelle popolazioni musulmane europee, mentre la stabilizzazione della Siria rimane un fattore decisivo per la sicurezza del Mediterraneo. Al tempo stesso, il rafforzamento del ruolo della Turchia e la persistenza della minaccia jihadista contribuiscono a ridisegnare gli equilibri politici e culturali del continente.
Sullo sfondo si collocano trasformazioni culturali più ampie, legate alla persistente tensione tra tradizione e modernità e alle sfide poste dalla rivoluzione digitale e dall’intelligenza artificiale. È a partire da queste considerazioni che Oasis intende concentrarsi, nel prossimo triennio, sui cambiamenti che stanno interessando il Medio Oriente e sulle loro ripercussioni per l’Italia e l’Europa.
Le linee di ricerca del progetto
Il progetto si articola in un percorso triennale, organizzato attorno a tre filoni di ricerca:
1) 2025 – L’Italia e l’Europa di fronte al cambiamento mediorientale
La prima annualità approfondisce i cambiamenti prodotti dalla guerra a Gaza e dalla caduta del regime siriano, analizzandone le conseguenze sugli equilibri europei e sulle società sempre più multiculturali del continente.
2) 2026 – Geopolitica del Mediterraneo allargato e pensiero islamico
La seconda annualità si concentra sul rapporto tra le trasformazioni geopolitiche della regione e l’evoluzione del pensiero islamico, con particolare attenzione ai processi di radicalizzazione, alle risposte non violente e alla situazione siriana come possibile banco di prova per la convivenza tra le diverse componenti etniche e religiose.
3) 2027 – Il rapporto tra religione e nuove tecnologie
La terza annualità affronta il rapporto tra pensiero religioso e innovazione tecnologica. Particolare attenzione sarà dedicata ai Paesi musulmani, sempre più protagonisti dello sviluppo tecnologico, e al ruolo delle istituzioni e delle personalità islamiche nel confronto con le trasformazioni legate all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie.
Gli obiettivi
Lo sviluppo di queste linee di ricerca ha lo scopo di offrire a decisori, operatori e, più in generale, all’opinione pubblica italiana le coordinate per interpretare i cambiamenti in corso nella sponda meridionale del Mediterraneo.
Più nello specifico, il progetto persegue tre obiettivi principali.
1) Offrire una comprensione delle dinamiche politiche mediorientali e delle loro ripercussioni per l’Italia e l’Europa
L’Italia e l’Europa continuano a essere profondamente coinvolte nelle dinamiche del Mediterraneo, nonostante la trasformazione degli equilibri geopolitici e il ridimensionamento della loro capacità di incidere sulla regione. Il progetto intende contribuire a una conoscenza meno stereotipata degli interlocutori arabo-musulmani, delle loro caratteristiche e dei loro interessi, offrendo strumenti per comprendere i rischi e le opportunità del nuovo scenario.
2) Comprendere l’evoluzione della cultura religiosa delle popolazioni musulmane del Mediterraneo
La storia recente del Medio Oriente mostra quanto strettamente gli eventi geopolitici possano influenzare l’interpretazione dell’Islam. Dalle guerre in Afghanistan e Iraq alle primavere arabe, fino alla guerra a Gaza e al cambiamento di regime in Siria, i principali snodi politici della regione hanno avuto conseguenze anche sulle comunità musulmane europee. Il progetto intende quindi approfondire l’evoluzione del pensiero islamico e i suoi riflessi sulle minoranze cristiane nei Paesi a maggioranza islamica e sulle popolazioni musulmane presenti in Europa.
3) Promuovere il dialogo tra cristiani e musulmani e la loro cooperazione intorno alla questione dello sviluppo tecnologico
La diffusione dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie sta trasformando profondamente la cultura, l’educazione, l’economia e gli ambiti militari. Personalità religiose cristiane e musulmane hanno già avviato una riflessione comune sulle implicazioni etiche di questi cambiamenti. Il progetto intende valorizzare e sostenere queste nuove forme di collaborazione e di confronto.