Rassegna stampa italiana ed estera del 16/10/2017

Ultimo aggiornamento: 22/04/2022 08:54:30

Dalla stampa italiana

Nello Scavo su Avvenire intervista Roberto Mignone, rappresentante dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati in Libia: A Sabratha “scoperte diverse prigioni clandestine dove erano rinchiusi migliaia di rifugiati e migranti, almeno 10 mila persone per stare a una stima prudenziale, che si trovavano in attesa di poter attraversare il Mediterraneo”.

L’esercito regolare iracheno, la Polizia federale e le milizie sciite Hashd al-Shaabi hanno condotto questa notte una vasta operazione a Sud di Kirkuk, la città contesa con il Kurdistan, per riconquistare una base militare e un importante giacimento di petrolio. I Peshmerga curdi a difesa delle postazioni si sono ritirati verso i margini della città ma ci sono stati alcuni scontri e scambi di colpi di artiglieria, scrive Giordano Stabile su La Stampa

Sono oltre 270 i morti dell’attentato di Mogadiscio, dove un camion-bomba è esploso davanti all’hotel Safari e al ministero degli Esteri sulla grande arteria centrale Jidka Afgooye. L’ultimo bilancio parla di 276 vittime e circa 300 feriti. Negli ospedali è emergenza: mancano le attrezzature, i medicinali e il sangue per poter tenere in vita i feriti (Repubblica). Augusto Rubei scrive sull’Huffington Post che l’attentato potrebbe essere l’esito di uno scontro interno al fronte del terrorismo islamista somalo. 

Aumentano le partenze di migranti dalle coste tunisine e, a differenza del passato, sono sempre più i tunisini stessi a partire verso l’Europa. Secondo Umberto Profazio intervistato su Lettera43 il motivo va ricercato nella restaurazione in atto nel Paese.

Dalla stampa anglofona

La morte di quattro soldati americani in un attacco ricondotto al gruppo terroristico di Adnan Abu Walid al-Sahraoui toglie il velo sulla guerra fantasma contro i gruppi islamisti in Sahel (The Guardian).

Dopo cinque mesi in cui la città di Marawi si trova nelle mani dello Stato Islamico, il segretario alla difesa filippino ha confermato l‘uccisione per mano delle forze militari dei leader di Abu Sayyaf, Isnilon Hapilon e Omarkhayam Maute, e ha preannunciato la fine dell’assedio nel giro di una settimana (The Australian). 

Ali Shehadeh, ambientalista siriano fuggito in Libano, sta lavorando alla creazione di una banca di semi, quasi persa a causa della guerra, che possa sfamare il pianeta in un futuro sempre più caldo, arido e inospitale (The New York Times). 

Dalla stampa francofona

A Mogadiscio, un attentato terribile pone fine alla “primavera somala”. L’attentato, non ancora rivendicato ma verosimilmente attribuibile al gruppo Al-Shabaab, è il più devastante che sia mai stato commesso in Somalia (Le Monde). 

Arrivati da tutto il mondo o reclutati sul posto, decine di migliaia di jihadisti in cerca della chiave per il paradiso concludono invece il loro viaggio nelle fosse comuni in Iraq e in Siria o, peggio, mangiati dai cani randagi (L’Express).

La questione del ritorno in patria dei rifugiati siriani è una fonte sempre maggiore di tensione in Libano, dove la classe politica si divide di fronte alla possibilità di un rimpatrio obbligato e immediato oppure volontario (France 24).