Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale
Ultimo aggiornamento: 20/02/2026 16:45:34
Questa settimana è iniziata con la diffusione di notizie “incoraggianti” in seguito ai negoziati di Ginevra: martedì il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva dichiarato che Stati Uniti e Iran avevano raggiunto un «accordo sulle linee guida generali» dei negoziati e nelle settimane successive si sarebbero dovuti scambiare le rispettive bozze di accordo. Fonti americane interpellate dal New York Times avevano confermato i «progressi» fatti tra le due parti. Nelle ultime ore, però, è ulteriormente aumentato il dispiegamento di forze militari statunitensi nella regione e un attacco americano – che con ogni probabilità assumerebbe i contorni di una guerra di portata ben maggiore di quella dei Dodici giorni dell’anno scorso – è ormai più che probabile.
Le notizie di inizio settimana circa i progressi dei negoziati si sono subito dovute scontrare con le dichiarazioni di qualche giorno prima di Donald Trump, il quale ha affermato che il cambio di regime è la cosa migliore che possa accadere all’Iran e agli iraniani. Il presidente americano ha anche minimizzato il problema relativo alla ricerca di una leadership alternativa a quella della Repubblica Islamica, affermando che «ci sono persone» pronte a svolgere questo ruolo.
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