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Magistero

Prefazione del Cardinal Angelo Scola al libro Aziz Pavlus

L’anno 2008-2009 è stato dedicato dalla Chiesa cattolica e dalla Chiese ortodosse alla figura di Paolo di Tarso nel bimillenario della sua nascita. Da questo evento spirituale è sorto un rinnovato interesse verso l’Apostolo delle Genti che ha investito anche la Turchia, in particolare attraverso il turismo e i pellegrinaggi. In sé l’incontro tra persone di diversa cultura e religione è sempre un fatto positivo, soprattutto quando s’innesta nella tradizione di ospitalità di cui il popolo turco va giustamente fiero e nelle sue qualità naturali, che strapparono a Giovanni XXIII la celebre esclamazione: «Io amo i turchi!» (Giornale dell’anima, n° 741). Tuttavia un incontro non si può dire davvero completo finché non arriva a coinvolgere anche la dimensione culturale e spirituale. È questa la ragione per cui la Fondazione Oasis, grazie al sostegno di Kirche in Not, ha ritenuto opportuno tradurre in turco i testi delle 20 brevi catechesi che Benedetto XVI dedicò a San Paolo nel corso dell’anno a lui consacrato.

 

 

Il lettore non-cristiano potrà così trovare in questo libro una presentazione autorevole di chi è San Paolo e di che ruolo egli ha all’interno del Cristianesimo. È evidente che conoscere il punto di vista che più di un miliardo di fedeli nel mondo hanno maturato intorno a questa figura straordinaria possiede un interesse culturale innegabile. In particolare però questo vale per quanti desiderino approfondire la cultura occidentale, perché senza conoscere Paolo e i suoi scritti non si può comprendere davvero Agostino o Lutero, ma neppure Kant o Hegel. L’Occidente non è solo tecnologia, è prima di tutto un’idea dell’uomo, a plasmare la quale San Paolo ha contribuito in modo determinante. Su queste basi sarà poi possibile avviare un dialogo sereno intorno al ruolo di Paolo nella trasmissione dell’originale messaggio cristiano, argomento a cui Benedetto XVI stesso dedica in questo libro alcune pagine.

 

 

Se sul piano culturale il volume è dunque offerto a tutti, esso assume, com’è ovvio, un valore specifico per la comunità cattolica turca. L’attento ascolto del magistero pontificio, di Benedetto XVI e ora di Papa Francesco, rappresenta il mezzo più sicuro per assicurare un respiro autenticamente universale, evitando la «malattia spirituale dell’autoreferenzialità» che l’attuale Papa non cessa di denunciare con forza. Al tempo stesso, non si potrebbe immaginare una personalità migliore di Paolo per il dialogo ecumenico con gli altri fratelli cristiani, delle chiese ortodosse e delle comunità protestanti. È noto come le difficoltà abbiano stimolato in Turchia la nascita di un ecumenismo pratico e osiamo sperare che questo libretto possa dare il proprio contributo a rinsaldare i vincoli di comunione oggettiva che il Battesimo stabilisce tra tutti i fedeli cristiani. San Paolo è letteralmente il fondatore della Chiesa in Turchia: tornare alla sua persona e ai suoi scritti non potrà che giovare al cammino ecumenico.

 

 

Preparare questo libro non è stato un percorso facile, come dimostra la gestazione protrattasi lungo diversi anni. Una ragione di questo ritardo risiede nella difficoltà di tradurre i termini tecnici cristiani in turco. Per questo siamo profondamente grati ai traduttori e revisori che, lavorando di concerto e con grande dedizione, si sono sforzati di produrre un testo che, senza tradire l’originale, risultasse il più comprensibile possibile. Esso fa da ideale pendant alla traduzione araba delle stesse catechesi, pubblicata nel 2010 in Libano.

 

 

+ Angelo Cardinal Scola

 

Arcivescovo di Milano

 

Presidente della Fondazione Internazionale Oasis

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