Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa araba

Ultimo aggiornamento: 25/09/2026 17:08:06

Questa settimana l’Arabia Saudita è stata divisa tra la preoccupazione per l’intensificarsi del conflitto con gli Houthi e i festeggiamenti per la Festa nazionale, celebrata ogni anno il 23 settembre in ricordo del decreto con cui, nel 1932, re ‘Abdulaziz Al Saud sancì l’unificazione delle regioni del Najd e del Hijaz nel Regno dell’Arabia Saudita.

Sul quotidiano panarabo di proprietà saudita al-Sharq al-Awsat, Mashari Althaydi osserva che si sono materializzate le preoccupazioni espresse nel 2009 dall’allora presidente yemenita Ali Abdullah Saleh, ucciso dagli Houthi dopo essere stato loro alleato. Saleh paventava già allora che lo Yemen potesse diventare come la Somalia o l’Iraq. Ma secondo Althaydi, la situazione attuale è pure peggiore di quella prefigurata da Saleh diciassette anni fa. All’epoca, infatti, nessuno immaginava che le milizie Houthi avrebbero lanciato missili balistici e droni contro l’Arabia Saudita e si sarebbero impadronite dello Stretto di Bab al-Mandab.

Peraltro, giovedì 24 settembre la SPA, l’agenzia di stampa saudita ufficiale, ha pubblicato un appello del Gran Mufti dell’Arabia Saudita, Sheikh Saleh bin Fawzan al-Fawzan, alle forze militari schierate lungo il confine con lo Yemen. Dopo le invocazioni iniziali di rito, lo sheikh ha ricordato lo status particolare di cui gode il regno in virtù della presenza sul suo territorio di Mecca e Medina ed esortato i soldati a «serrare i ranghi» per proteggere la terra dell’islam: «Presecontinua a leggere

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