Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa araba

Ultimo aggiornamento: 19/06/2026 17:15:12

C’è molta prudenza sulla stampa araba intorno al memorandum d’intesa concluso da Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto iniziato il 28 febbraio scorso. Diverse prime pagine del 19 giugno mettono l’accento su un percorso negoziale che è tutt’altro che concluso: al-Sharq al-Awsat apre con le trattative che sarebbero dovute cominciare oggi a Ginevra e che nei prossimi 60 giorni dovrebbero condurre a un accordo definitivo; al-Arab si chiede senza giri di parole «che cosa potrebbe far fallire l’intesa irano-americana»; al-Arabi al-Jadid evidenzia le condizioni e le minacce che stanno precedendo i negoziati in Svizzera. Solo al-Quds al-Arabi, quotidiano panarabo programmaticamente filo-palestinese, dipinge l’accordo come una «tragica sorpresa» per Israele. Il libanese al-Akhbar, vicino a Hezbollah, condensa in pochi caratteri cubitali un messaggio della guida suprema iraniana Mujtaba Khamenei agli americani: «Non sentitevi al sicuro».

Le riflessioni di fondo si interrogano soprattutto su vincitori e vinti. Su al-Sharq al-Awsat, la sociologa tunisina Amal Musa invita a non indugiare tanto su questo aspetto, ma a concentrarsi sugli obiettivi che i contendenti intendono conseguire tramite questo accordo, lasciando tuttavia intendere che a uscire più malconci siano gli iraniani: «Gli Stati Uniti vogliono dunque fermare la guerra, ma nella forma di una tregua non dichiarata. Pur non avendo portato a compimento la missione pecontinua a leggere

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