Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale

Ultimo aggiornamento: 28/08/2026 16:14:40

Accompagnato dal ministro dell’Interno, lunedì il potente capo dell’esercito pakistano Asim Munir ha visitato Teheran, dove ha incontrato Masoud Pezeshkian, Abbas Araghchi e Mohsen Rezaei (quest’ultimo, ne parleremo nella seconda parte di questo focus, da poco nominato a capo del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano). Il messaggio di Munir è moderatamente ottimista: sarebbero stati compiuti passi avanti «significativi» verso la cessazione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran e per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Un segnale in questo senso arriva anche dalla decisione statunitense di far rientrare il personale diplomatico nelle sedi evacuate o ridotte durante la guerra – Libano, Israele, Iraq e Arabia Saudita –, segno che Washington non si attende, nel breve periodo, una ripresa delle ostilità aperte.

Nel frattempo il presidente Donald J. Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz è stato completamente sminato; tuttavia, sebbene da settimane americani e iraniani non si bombardino più a vicenda, si sono comunque registrati diversi attacchi alle navi in transito. Ne consegue che i flussi commerciali restano su livelli molto inferiori a quelli pre-bellici (a sei mesi dallo scoppio del conflitto, ha osservato Reuters, quasi metà del petrolio globale transita ormai da zone di guerra), anchcontinua a leggere

Per continuare a leggere acquista abbonamento

I nostri approfondimenti sono disponibili solo per chi ha effettuato l’accesso all’Area Riservata e ha attivato un abbonamento.

Registrati oppure effettua il login.