Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale
Ultimo aggiornamento: 03/04/2026 11:29:28
Il tanto atteso discorso alla Nazione di Donald Trump non ha riservato grandi sorprese. Oltre a criticare gli alleati storici per non aver sostenuto gli Stati Uniti in questa impresa e a glorificare la possanza delle forze armate americane, il presidente ha sostanzialmente affermato di aver ormai raggiunto gli obiettivi che gli Stati Uniti si erano posti, salvo comunicare che è necessaria un’escalation ancora per due o tre settimane, al fine di «riportare l’Iran all’età della pietra». Niente cambio di regime – anzi, secondo il presidente il cambio sarebbe già avvenuto – ma soprattutto niente liberazione degli iraniani dalla Repubblica Islamica (ma chi ci credeva?). Inoltre, come hanno sottolineato diversi mezzi di informazione, Trump non ha in alcun modo spiegato qual è la sua strategia per uscire dal conflitto. Per il momento si è limitato ad annunciare pesantissimi bombardamenti sulle infrastrutture iraniane (ieri è stato colpito lo storico centro di ricerca medica Pasteur). Trump ha inoltre sottolineato che la chiusura dello Stretto di Hormuz – come ha spiegato Lloyd’s List Teheran di fatto ha messo in atto un sistema di pedaggi – non è un problema americano e dunque spetta ad altri il compito di riaprirlo (il Regno Unito ha annunciato l’organizzazione di colloqui per la creazione di una coalizione per la riapertura dello Stretto con 40 diversi Paesi tra cui non figurano gli Stati Uniti).
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