Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa araba
Ultimo aggiornamento: 17/04/2026 14:10:33
Anche questa settimana la guerra in Iran ha catalizzato l’attenzione di tutti i media arabi. Ciò non stupisce considerando che i maggiori quotidiani e canali satellitari panarabi sono di proprietà dei Paesi del Golfo, che negli ultimi quaranta giorni si sono ritrovati – loro malgrado – coinvolti nel conflitto in corso.
Sulle pagine di al-Sharq al-Awsat, testata di proprietà saudita, il giornalista palestinese Bakir Owaida ringrazia il Pakistan per gli sforzi diplomatici compiuti, perché anche se il primo round di negoziati non ha avuto successo, ha quanto meno scongiurato il rischio di uno scenario simile a quello del 1945, quando il Giappone fu costretto alla resa con dall’uso delle armi nucleari. Il ripetersi di questo scenario era quantomeno plausibile visti i toni di Trump, che «non lasciava dubbi sull’imminenza di un attacco nucleare contro l’Iran», osserva il giornalista. Oweida conclude replicando al messaggio diffuso dal presidente americano sui social la settimana scorsa, in cui minacciava l’Iran di cancellare un’intera civiltà: «Le civiltà non muoiono. Possono decadere e persino entrare in uno stato di torpore, ma sono più forti della morte e non scompaiono come una terra devastata. Ne è prova l’influenza che continuano a esercitare da millenni fino ai giorni nostri».
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