Una guida ai fatti della settimana nel Mediterraneo allargato e nel mondo musulmano attraverso la stampa internazionale

Ultimo aggiornamento: 12/06/2026 16:04:57

Nella serata di giovedì è arrivato il nuovo annuncio di Donald Trump. Dopo una settimana di minacce e bombardamenti, incominciati dopo l’abbattimento di un elicottero americano che pattugliava lo Stretto di Hormuz e l’incessante bombardamento israeliano del Libano, il presidente americano aveva lanciato l’ennesimo ultimatum: l’Iran avrebbe dovuto accettare l’accordo su cui Washington e Teheran non hanno mai smesso di negoziare, pena ulteriori azioni militari – annunciate ancora una volta come le più dure dall’inizio della guerra – che avrebbero coinvolto anche l’isola di Kharg, principale terminal petrolifero iraniano di cui gli Stati Uniti hanno minacciato di prendere il controllo. Sembrava di essere tornati alla casella di partenza: era proprio questa una delle minacce che la Casa Bianca aveva avanzato nelle prime fasi della guerra. Ma, come già avvenuto diverse volte in questi mesi, a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum l’inquilino della Casa Bianca ha annunciato lo stop agli attacchi, sostenendo che un accordo era ormai stato raggiunto.

Nella speranza che questa volta ci si trovi davvero di fronte a una svolta diplomatica, è opportuno sottolineare che gli attacchi iraniani evidenziano le nuove dinamiche instauratesi tra Teheran, i suoi alleati regionali, Washington, Tel Aviv e i Paesi arabi del Golfo.  Nell’annunciare la sospensione delle operazioni militari e l’imminente accordo, Trump ha comunicato di essere in contatto con diversi leader regionali, incluso il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. Questcontinua a leggere

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