Martedì 27 ottobre 2026 si tengono in Israele le elezioni per il rinnovo della Knesset e l’assegnazione tramite sistema proporzionale dei suoi 120 seggi. La soglia di sbarramento è del 3,25% dei voti validi. Il sistema politico israeliano prevede che due partiti possano accordarsi prima delle elezioni per combinare i propri voti in eccesso al fine di assegnare i seggi, fermo restando che entrambi superino la soglia di sbarramento
Ultimo aggiornamento: 27/10/2026 09:20:14
In questa scheda presentiamo i principali partiti in corsa.
Partiti pro-Netanyahu
Likud
Storica forza politica della destra israeliana, erede del sionismo revisionista di Vladimir Žabotinskij e Menachem Begin, il partito di Benyamin Netanyahu propone un governo di coalizione ampio che comprenda il Partito Sionista Religioso di Bezalel Smotrich, i partiti haredi (ultraortodossi) Shas ed Ebraismo della Torah Unito. A essere per ora esclusa è la possibilità di estendere la coalizione anche a Otzma Yehudit di Ben-Gvir. Netanyahu preferirebbe formare un governo di destra-centro destra e diminuire così l’influenza delle componenti radicali.
Il Likud è stato il principale promotore della controversa riforma del sistema giudiziario volta a ridurre il potere del procuratore generale e della Corte Suprema. Il partito si oppone alla soluzione a due Stati, anche mantenendo sotto scacco l’Autorità Nazionale Palestinese. Netanyahu ha evidenziato la necessità di trasformare Israele in una sorta di stato iper-militarizzato, autosufficiente dal punto di vista economico, tecnologico e militare per proteggere il Paese dalle minacce interne ed esterne. Vorrebbe ottenere il disarmo totale di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza, oltre a puntare a chiudere definitivamente i conti con la Repubblica Islamica d’Iran.
Il partito, e in particolare Netanyahu, è accusato di non aver ascoltato gli allarmi degli apparati di sicurezza, degli Emirati Arabi Uniti e dell’Egitto sull’attacco di Hamas. In questi mesi Netanyahu ha rilanciato lo slogan “O con la destra o con la Palestina”.
Il Likud ha presentato una mozione di esclusione per i partiti arabo-israeliani Ra’am e Lista Comune, ma la Corte Suprema ha permesso a entrambi di correre.
Partito Sionista Religioso – Zehut
Il Partito Sionista Religioso unisce ortodossia ebraica e nazionalismo intransigente, sostenendo che la sovranità e l’insediamento del popolo ebraico sull'intera Terra d’Israele costituiscano un dovere religioso e il compimento della redenzione messianica. Il leader del partito Bezalel Smotrich vuole favorire una nuova aliyah (emigrazione verso Israele) per rafforzare l’identità ebraica dello Stato e aumentare la presenza in Cisgiordania. Il PSR promuove la colonizzazione dei territori occupati e l’annessione della Cisgiordania, con il concomitante smantellamento dell’ANP e la fine della soluzione dei due Stati. Oltre alla Cisgiordania, il PSR sostiene l’annessione di Gaza e del Libano meridionale, fino al fiume Litani. Il partito ha sostenuto un disegno di legge che impedisce l’arresto degli ultraortodossi che rifiutano di servire nelle forze armate. La scelta ha alienato parte dell’elettorato sionista-religioso che attribuisce al servizio militare un forte valore nazionale e religioso.
Per cercare di superare la soglia di sbarramento, Smotrich ha sottoscritto due accordi: un’alleanza con il partito Zehut di Moshe Feiglin e un accordo sui voti eccedenti con il Likud.
Otzma Yehudit (Potere ebraico)
Espressione dell’estremismo kahanista, il partito di Itamar Ben-Gvir sostiene l’espulsione dei palestinesi come dovere religioso per purificare Israele. Particolarmente note sono state le apparizioni non annunciate di Ben-Gvir sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme.
Otzma Yehudit rifiuta categoricamente l’esistenza di uno Stato palestinese e sostiene l’annessione totale della Cisgiordania. Ha proposto per Gaza il piano Disengagement 710 che prevede la partenza «su base volontaria» di 250 mila gazawi.
La politica muscolare e provocatoria di Ben-Gvir pare aver conquistato numerosi sostenitori in Israele. Il provvedimento più noto dell’attuale ministro della Sicurezza nazionale è la legge che introduce la pena di morte mediante impiccagione per i palestinesi condannati per terrorismo.
Ben-Gvir è accusato di aver nominato personalità a lui vicine negli apparati di sicurezza e di aver consentito a civili e coloni di armarsi. Otzma Yehudit è contrario all’arruolamento forzato degli haredim nelle forze armate. Rifiuta di correre sia con Partito Sionista Religioso che con il nuovo Amcha Yisrael di Ofer Winter, mentre l’alleanza con il partito ultraortodosso, ultraconservatore e sionista religioso Noam, dato sotto la soglia di sbarramento, non è stata rinnovata.
Ritenuto una minaccia alla democrazia e allo stato di diritto di Israele, Otzma Yehudit ha ricevuto due mozioni di esclusione, rifiutate dalla Commissione Elettorale.
Noam per Israele
Partito ultraconservatore e sionista religioso di estrema destra, Noam è entrato nella Knesset nel 2022 grazie all’alleanza siglata con Otzma Yehudit e Partito Sionista Religioso. Si oppone alle politiche sociali liberali, vorrebbe un’attuazione più rigida dello Shabbat e l’elevazione del Gran Rabbinato a ramo del governo.
Il mancato raggiungimento di accordi di lista comune o sui voti eccedenti rende improbabile il superamento della soglia di sbarramento.
Ebraismo della Torah Unito (UJT) e Shas (Guardiani della Torah)
I due partiti di riferimento della comunità haredi hanno siglato un accordo sui voti eccedenti.
Ebraismo della Torah Unito si è dichiarato favorevole a sostenere un nuovo governo guidato dal Likud, ma ha anche tenuto aperta la possibilità di allearsi con altri partiti se proporranno un accordo sull’esenzione degli haredi dal servizio militare.
Il partito è tradizionalmente vicino alla comunità ashkenazita e al PSR di Smotrich, ma il supporto di quest’ultimo alle guerre di Netanyahu ha causato un allontanamento tra le due forze politiche.
Shas conta principalmente sul supporto degli ebrei sefarditi, sia haredi che non, ma è attraversato da tensioni che coinvolgono direttamente il capo del partito Aryeh Deri. Questi ha rifiutato la proposta di sostenere un eventuale governo guidato da Gadi Eisenkot, al contrario del rabbino Yitzhak Yosef, guida spirituale del partito, il quale è favorevole sia a Yashar di Eisenkot che ai Democratici di Yair Golan. I critici haredi hanno accusato Deri di aver “Ben-Gvirizzato” il partito, permettendo a figure più radicali di influenzarne la direzione politica.
Haredi Public
Fondato nel 2026 da Moti Leitner, Haredi Public si distingue da Shas ed Ebraismo della Torah Unito per via del sostegno all’integrazione degli haredi nell’economia e nell’esercito. Sostiene che gli haredi dovrebbero negoziare e ottenere unità militari separate e il rispetto delle proprie regole religiose per poter prestare servizio.
Nonostante le aperture sulla leva, Netanyahu e Smotrich hanno chiesto a Haredi Public di ritirarsi dalla campagna per evitare la dispersione del voto a destra.
Partiti anti-Netanyahu
Yashar
Creato nel 2025, Yashar è guidato da Gadi Eisenkot, capo di stato maggiore dell’esercito tra il 2015 e il 2019. Eisenkot si presenta come l’anti-Netanyahu e l’interprete delle apprensioni della società israeliana post-7 ottobre, puntando su sicurezza e coesione sociale. Chiede una commissione di inchiesta sulle responsabilità di Netanyahu nell’attacco di Hamas e propone una riforma istituzionale e della giustizia che limiti a due mandati la permanenza di un primo ministro al governo, rafforzando contemporaneamente l’indipendenza della magistratura. Eisenkot sostiene una leva civico-militare universale, che includa anche arabi e haredi, ma la dichiarazione di volere offrire agli haredi un’esenzione del 30% dal servizio militare ha provocato le reazioni degli altri partiti dell’opposizione.
Yashar propone una riorganizzazione totale dell’Autorità Palestinese. Sostiene il rafforzamento degli insediamenti legali in Cisgiordania e la ricostruzione di Gaza, da accompagnare con un programma di de-radicalizzazione dei palestinesi.
A inizio settembre Yashar ha assorbito Casa Sionista di Chili Tropper, ma ha rifiutato la possibilità di formare una coalizione con le liste arabe Ra’am e Lista Comune, esprimendo invece un parere favorevole all’ingresso di Shas nel governo. Ha siglato un accordo sui voti eccedenti con I Democratici di Yair Golan.
B’Yachad
Unione delle liste Yesh Atid e Bennet 2026, B’Yachad (Insieme) è guidata da Naftali Bennett. Yair Lapid occupa il secondo posto in lista ed entrambi sono stati primi ministri nel 2022. Nonostante abbia guidato il primo governo nella storia ad ammettere un partito arabo, Naftali Bennett ora rifiuta di scendere a patti con Ra’am e Lista Comune, timoroso che questo gli costi i voti dei sionisti.
Bennett ritiene che gli haredi stiano portando Israele verso «un lento suicidio nazionale». Rifiuta perciò di allearsi con Shas ed Ebraismo della Torah Unito e propone un taglio netto a tutte le esenzioni fiscali e militari degli haredi.
B’Yachad presenta un piano economico volto ad alzare la competitività israeliana nei mercati internazionali e abbassare il costo della vita.
Come Yashar, B’Yachad è favorevole alla creazione di un servizio civile nazionale per integrare gli arabi israeliani. In Cisgiordania si oppone alla violenza dei coloni, mentre su Gaza Bennett promette una risposta rapida e decisa contro eventuali provocazioni di Hamas.
Bennett e Lapid hanno accusato Netanyahu di aver contribuito al rafforzamento del governo di Hamas a Gaza, di aver alimentato un clima di disinformazione in Israele e tendenze autoritarie e intolleranti tra i sostenitori di Likud. Anche B’Yachad si oppone al programma nucleare iraniano ma rimprovera al governo di aver aperto troppi fronti senza essere in grado di chiuderne alcuno.
I Democratici
Nato dall’unione tra Laburisti e Meretz, I Democratici di Yair Golan è l’unico partito ebreo-israeliano di sinistra attualmente in corsa. I Democratici è favorevole a formare una coalizione con il partito arabo Ra’am e a promuovere un’alternativa politica palestinese che rimuova Hamas da Gaza. Il partito sostiene il Board of Peace a Gaza e condanna la violenza dei coloni in Cisgiordania. Golan appoggia l’istituzione di una nuova forza militare internazionale che si interponga tra Hezbollah e Israele nel sud del Libano ed è l’unico leader ad aver proposto la ripresa di un negoziato per porre fine al programma nucleare iraniano.
Il partito di Golan chiede la fine dei sussidi per gli ultraortodossi, si batte per la libertà di insegnamento nelle scuole e propone iniziative finalizzate a una maggiore presenza delle donne nella Knesset.
Il partito I Democratici ha sottoscritto un accordo sui voti eccedenti con Yashar.
Yisrael Beiteinu (Israele Casa Nostra)
Guidato da Avigdor Lieberman, già ministro della Difesa, degli Esteri e delle Finanze tra il 2001 e il 2022, Yisrael Beiteinu (YB) nasce come partito sionista revisionista e conta oggi sul supporto dei parenti delle vittime dell’attacco del 7 ottobre. YB è fortemente contrario alla legislazione pro-Haredi e al partito Shas: propone di arrestare i renitenti alla leva e di definire chiaramente la separazione tra Stato e religione.
YB ha posizioni simili al Likud in fatto di politica estera, sostiene la colonizzazione della Cisgiordania, anche se il suo leader ha dichiarato di considerare positivamente il ritorno della Giordania nell’amministrazione dell’Area A e B, attualmente sotto il controllo dell’Autorità Palestinese.
Lieberman ambisce a diventare primo ministro in una coalizione che comprenda B’Yachad, con il quale ha concluso un accordo sui voti eccedenti, mentre mantiene toni più critici nei confronti di Yashar. Lieberman si è dichiarato favorevole all’esclusione dei partiti arabi, ma non ha presentato una mozione ufficiale in tal senso.
I partiti arabi
Ra’am (Lista Araba Unita)
Il segretario Mansour Abbas ha avviato nel 2021 un nuovo approccio (Al-Nahj al-Jadid) del partito alla politica israeliana, per cercare di favorire la sua integrazione nel sistema: nel 2021 Ra’am è diventato il primo partito arabo a far parte di un governo israeliano. Il fatto che Ra’am condivida parte della tradizione islamista dei Fratelli Musulmani con Hamas ha contribuito a renderlo inviso alla destra israeliana, nonostante abbia condannato l’attacco del 7 ottobre e abbia annunciato la separazione formale dalla struttura religiosa del Movimento Islamico nel 2025.
Ra’am propone maggiori investimenti nelle aree e nei quartieri arabi, che dovrebbero accompagnarsi a una mano più ferma contro il crimine: per questo motivo Mansour Abbas ha offerto a Yoav Segalovitz, già membro di Yesh Atid e viceministro della Sicurezza Pubblica, di ricoprire la seconda posizione nella lista.
Ra’am ha rifiutato l’alleanza con Lista Comune, preferendo correre da solo.
Lista Comune (Joint List)
La Lista Comune riunisce tre partiti afferenti alla tradizione politica arabo-palestinese socialista e nazionalista: Hadash di Yousef Jabareen, Ta’al di Ahmad Tibi, e Balad di Sami Abu Shehadeh. Lista Comune pone al centro del proprio programma la fine dell’occupazione della Cisgiordania e la necessità di trasformare Israele in «uno Stato per tutti i suoi cittadini».
La combinazione tra comunismo, nazionalismo arabo, secolarismo e nazionalismo palestinese, nonché il sostegno convinto alla soluzione a due Stati rendono Lista Comune una formazione generalmente isolata nella politica israeliana. Ra’am ha rifiutato l’offerta di formalizzare un’alleanza per concentrare il voto arabo, che rappresenta circa il 17% dell’elettorato, ma ha accettato un accordo sui voti eccedenti.
Lista Comune è stata oggetto di mozioni di esclusione da parte del Likud. Come nel caso di Ra’am, la Commissione elettorale ha approvato l’esclusione, che però è stata invalidata dalla Corte Suprema. Sami Abu Shehadeh, leader di Balad, si è ritirato dalla campagna dopo le accuse di sostegno alla resistenza armata palestinese contro gli israeliani.
Il Terzo Blocco
Nel corso dell’estate la politica israeliana è stata interessata dalla nascita del cosiddetto Terzo Blocco, composto da nuovi partiti guidati da fuoriusciti dei vari partiti al governo. Non si tratta effettivamente di un’alleanza formale quanto di un polo di destra in opposizione a Netanyahu e al tradizionale sistema partitico, ritenuti a vario titolo responsabili dell’attacco di Hamas o incapaci di guidare il Paese. Il Terzo Blocco dovrebbe riuscire a raccogliere il voto di protesta di alcuni dei familiari delle vittime del 7 ottobre, dei riservisti e dei soldati, ma per la destra di governo ciò comporterebbe una dispersione di voti che potrebbe consegnare il governo al blocco anti-Netanyahu.
I partiti del Terzo Blocco rischiano tuttavia di non superare la soglia di sbarramento: Casa Sionista – I riservisti si è divisa nelle sue due componenti, con la prima che si è unita a Yashar e la seconda che ha formato una nuova alleanza con il New Economic Party. Unity Party, formato da ex membri del Likud, ha annunciato il proprio ritiro dalla corsa, portando così sotto la soglia anche Blu e Bianco di Benny Gantz, ritiratosi ad una settimana dal voto. Amcha Yisrael, che ha notevolmente attirato l’attenzione di media e partiti per le sue posizioni nazional-populiste, viene dato sotto la soglia a causa del mancato accordo sui voti eccedenti con Otzma Yehudit.
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