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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 12 aprile 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Al Brennero l'Austria ha iniziato i lavori per la costruzione di una barriera per limitare l'accesso di migranti provenienti dall'Italia. La struttura avrà una lunghezza di 250 metri e comprenderà l'autostrada e la strada statale (Avvenire).

 

 

Cala il grande gelo sulla missione in Libia, scrive Daniele Raineri su Il Foglio. Roma ha spostato gli incursori assieme all’intelligence, Parigi e Londra si sono tirate indietro: “Nemmeno raid aerei”. L’inviato speciale dell’Onu Martin Kobler intervistato da Giordano Stabile su La Stampa: "Spetta ai libici battere l’Isis, meglio evitare forzature" e aspettare a parlare di intervento militare internazionale.

 

 

Il ruolo chiave della polizia e della Sicurezza statale nella morte del giovane Giulio Regeni in Egitto sono ritenuti certi dagli inquirenti italiani, scrive Francesca Paci su La Stampa. Sarebbe questo il motivo della rottura con i negoziatori egiziani.

 

 

Sul Corriere della Sera un reportage da Istanbul. Rita Rapisardi racconta la vita dei profughi siriani in Turchia che, anche se sottopagati e impiegati in nero, cercano di lavorare per guadagnare qualche soldo con cui pagare la traversata verso le isole greche e comprare i salvagenti per non annegare.

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Un articolo del New York Times ripercorre e analizza le vicende di Khalid Zerkani, arrestato dalla polizia belga nel 2014 con l'accusa di terrorismo. A due anni di distanza, scrive il giornale americano, si comprende la portata del lavoro di Zerkani nelle strade di Molenbeek: il suo network è centrale sia negli attentati di Parigi che in quelli di Bruxelles.

 

 

Patti Domm su CNBC: il trentenne Mohammad bin Salman, secondo in linea di successione a re Salman, detta la linea saudita al summit sulla produzione petrolifera dell'OPEC. Diminuiscono le probabilità di un accordo.

 

 

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz l'accordo tra Egitto e Arabia Saudita che prevede la cessione egiziana di due isole nel Mar Rosso è un esempio "creativo" da imitare e potrebbe favorire un accordo tra palestinesi, israeliani e Stati Arabi.

 

 

Algeria: come riporta Human Rights Watch un'attivista algerino è stato condannato dalla giustizia statale a pagare una multa di 100.000 dinari (924 USD) per aver postato su Facebook una caricatura del presidente Abdelaziz Bouteflika e di altri politici.

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

In questi giorni sono in corso delle ispezioni in alcune scuole private francesi di orientamento musulmano. La concomitanza delle ispezioni con il clima di tensione post-attentati non era prevista, si difendono le autorità francesi, i controlli erano già stati programmati. Secondo Le Point, molti rapporti redatti dalle commissioni incaricate si interrogano sull'ampio spazio - forse troppo - dato all'istruzione religiosa.

 

 

Nel quartiere di Sarcelles, alla periferia di Parigi, si sta diffondendo la tendenza salafita, tramite soprattutto internet. L'islamologo francese Bernard Godard, scrive Le Parisien, affronta la questione della radicalizzazione.

 

 

Mihran Amtablian approfondisce, in un editoriale di Le Monde, le ragioni ideologiche sullo sfondo del conflitto nella regione del Nagorno-Kharabakh. Lo scontro ha certamente forti spinte politiche, ma il motivo religioso-nazionalista non è secondario. Il rapporto tra Turchia e Azerbaijan e il loro astio nei confronti dell'Armenia sono, secondo Amtablian, un elemento da non sottovalutare.

 

 

In seguito agli attentati di Bruxelles e di Parigi, il dibattito sull'islamofobia si è amplificato sui media occidentali e non solo. Fawzia Zouari si domanda su Jeune Afrique come si può denunciare l'islamismo, senza cadere nell'islamofobia.

 

 

Secondo Les Echos, il Pakistan non sarebbe impegnato abbastanza nella lotta al terrorismo. Nonostante le vittorie nelle zone tribali del Paese, le autorità non sono state in grado di impedire, ad esempio, l'attacco a Lahore contro i cristiani.

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