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Rassegna stampa

Rassegna stampa del 16 febbraio 2016

Notizie e commenti dall'Italia e dall'estero

Dalla stampa italiana

 

 

Secondo Andrea Riccardi (Avvenire) la mancanza di "coraggioso realismo, capace di comporre i diversi interessi" ha fatto sì che nessuno ha realmente voluto salvare Aleppo, né i ribelli, né Damasco e nemmeno gli attori internazionali. Ieri alcuni missili hanno colpito ospedali e scuole nel nord della Siria, provocando almeno 50 morti: sotto accusa la Russia che replica, "solo propaganda" (Il Sole 24 Ore).

 

 

La gestione del flusso dei migranti incrina i rapporti dell'asse franco-tedesco, scrive Paolo Valentino sul Corriere della Sera, con il premier francese Manuel Valls che critica apertamente la cancelliera tedesca Angela Merkel per la sua politica di accoglienza dei migranti. Nel frattempo Viktor Orban insiste per la costruzione di muri che blocchino i migranti che passano dalla Grecia (La Stampa).

 

 

Stefano Montefiori sul Corriere della Sera racconta la situazione dello scrittore algerino Kamel Daoud. Criticato dagli islamisti in patria e accusato di islamofobia in Francia annuncia: "impossibile scrivere di Islam, mi ritiro".

 

 

Mumtaz Qadri, l’assassino reo confesso di Salman Taseer, governatore del Punjab, freddato cinque anni fa per aver difeso Asia Bibi, ha chiesto la grazia al Presidente del Pakistan (Fides).

 

 

Dalla stampa francofona

 

 

Il capo redattore di Le Monde, Christophe Ayad, spiega in un video a quale gioco sta giocando la Turchia nel conflitto siriano e qual è il suo obiettivo nei confronti dei curdi.

 

 

La propaganda dello Stato Islamico si intensifica grazie ai supporti multimediali, quali video e social network. L'Isis ha bisogno di "personale qualificato" e si avvale di ingegneri, dottori e avvocati che da molti paesi del mondo hanno scelto di seguire la causa fondamentalista. Le Figaro pubblica un'analisi del profilo dell'occidentale medio che parte per Raqqa, anche grazie al richiamo di suoi colleghi già sul posto.

 

 

I curdi sono sempre di più al centro del dibattito sul Medio Oriente. L'etnia apolide fa discutere molto le potenze internazionali per i diversi interessi di ciascuna. Su Orient XXI, la spiegazione della difficile condizione in cui versano le milizie che combattono in Siria e Iraq e le comunità curde residenti in Turchia.

 

 

Un nuovo tentativo di de-radicalizzazione in Francia arriva questa volta da una donna musulmana, madre di un militare ucciso da un terrorista nel 2012. La donna ha aperto un centro di ascolto per genitori e ragazzi per favorire l'incontro nei quartieri dove convivono diverse culture (Le Figaro - premium).

 

 

Dalla stampa anglofona

 

 

Secondo l'editoriale di Richard Cohen sul Washington Post Donald Trump ha ragione quando critica apertamente la scelta americana di invadere l'Iraq, attaccando in questo modo Jeb Bush. Secondo Cohen questo potrebbe ritorcersi contro di Trump stesso.

 

 

In Afghanistan i talebani non sono sconfitti e anzi, riporta Foreign Policy, senza il sostegno della Nato l'esercito afghano non è in grado svolgere il proprio compito.

 

 

Presa di posizione di Angela Merkel che propone l'istituzione di una no-fly zone in Siria (The Indipendent). Nel frattempo, scrive il Financial Times, la tensione tra Russia e Turchia raggiunge un nuovo picco.

 

 

Isis avrebbe utilizzato il gas mostarda contro i curdi in Iraq in quello che sarebbe il primo attacco chimico nel Paese dai tempi di Saddam Hussein (The Guardian).

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