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Le nostre letture

Bioetica: scienza o apologia?

Islam e bioetica

Questo articolo è pubblicato in Oasis 10. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 10/06/2019 15:11:27

Il panorama proposto usualmente dalla pubblicistica in campo bioetico sembra esaurirsi alle sole prese di posizione della Chiesa cattolica (e per lo più con l’intenzione di polemizzare); si dimentica così che all'interno dello scenario europeo non solo esistono altre confessioni religiose cristiane, ma anche che sono presenti ormai milioni di persone di religione islamica. Un prezioso contributo per acquisire la conoscenza necessaria in materia può venire da questo libro, che raccoglie in forma sistematica le ricerche condotte dall'autore, docente di Bioetica Islamica al Centro interdisciplinare di Studi sul Mondo Islamico “Francesco Castro” della Seconda Università di Roma. Il volume rappresenta l’opera più completa e aggiornata pubblicata in Italia sull'argomento e fornisce un quadro analitico molto dettagliato fondato su documentazione originale. Il libro si apre con un’introduzione al diritto musulmano che fornisce il quadro teorico entro cui collocare i singoli argomenti. Le problematiche della bioetica rappresentano infatti un terreno in cui, proprio perché nel Corano e negli ahâdîth mancano affermazioni direttamente pertinenti, esiste una pluralità di posizioni, anche fortemente divergenti, ognuna delle quali pretende di fondare la propria attendibilità sulle fonti sacre facendo per lo più ricorso al metodo del ragionamento analogico. La proliferazione delle posizioni deve peraltro misurarsi con le fonti, rimanendone limitata, ma, nello stesso tempo, tale limitazione rischia di radicalizzarle tutte, in quanto tutte pretendono di rappresentare la corretta interpretazione delle parole di Dio. A parere di Atighetchi, non si viene comunque a configurare un vero e proprio “pluralismo”, termine che «appare quindi eccessivo [...] mentre più appropriate sembrano espressioni quali “differenze e varietà di posizioni entro un comune contesto religioso” ed altre analoghe» (p. 21). La finalità del libro consiste nell’offrire «un primo tentativo di riflessione unitaria su tre piani (riflessione giuridica, leggi degli Stati e condotta dei fedeli)» (p. 17) circa una parte rappresentativa degli aspetti coinvolti nel dibattito sulla bioetica nel mondo musulmano, dando per scontato che si tratti di temi in continua evoluzione e modificazione. Per ciascuno dei principali problemi l’autore propone innanzitutto i passi delle fonti a cui usualmente si ispirano i giurisperiti nel formulare le loro conclusioni; illustra poi le posizioni dei grandi maestri del passato. Lo spazio maggiore, tuttavia, viene di solito dedicato alle fatâwà più recenti che animano il dibattito contemporaneo, e alla legislazione vigente in materia nei principali stati musulmani. La dipendenza della materia dal diritto musulmano è importante «in quanto la riflessione bioetica islamica è volta soprattutto ad individuare regole e risposte ai problemi piuttosto che ad incrementare una riflessione preventiva alla fase decisionale clinica [...]; più che di bioetica bisognerebbe parlare di biodiritto islamico» (p. 28). In questo quadro, pur tenendo conto che la riflessione bioetica islamica «risulta fortemente propensa all’apologia» (p. 25), essa può tuttavia rappresentare una «sfida alle bioetiche occidentali, ma una sfida su due livelli potenzialmente contrastanti: la difesa della specificità e unicità della “vera religione” (anche rispetto alle altre fedi) e la difesa dell’universalità dei principi della bioetica (rielaborati in Occidente) di cui l’Occidente ignorerebbe la storica presenza nell’Islam sin dalle origini» (p. 29). Una delle modalità di argomentazione apologetica preferite, infatti, sembra essere quella di ritrovare nel Corano o negli ahâdîth, tramite il metodo dell’analogia, affermazioni che si riferiscono più o meno implicitamente ai problemi sollevati dai recenti sviluppi scientifici. Il libro di Atighetchi, precisando motivi e criteri da cui nascono tali affermazioni, certamente sconcertanti agli occhi di un lettore occidentale, può contribuire a un atteggiamento di autentico confronto culturale che eviti di scivolare nella polemica.

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