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Religione e società

Cristiani e musulmani accomunati da analoghe sfide e responsabilità

Il messaggio del cardinale Angelo Scola alle comunità islamiche presenti in Lombardia per la fine del Ramadan (8 agosto). I parroci nelle cui parrocchie hanno sede centri di culto islamici sono stati invitati a consegnare personalmente il messaggio dell’Arcivescovo durante le feste che vengono celebrate in vari luoghi la mattina dell’8 agosto, giorno della rottura del digiuno.

AI FEDELI E AI RESPONSABILI DELLE COMUNITÀ MUSULMANE DI MILANO E LOMBARDIA

 

 

Carissimi,

 

il tempo presente – così irto di difficoltà, ma provvidenzialmente anche ricco di occasioni preziose per promuovere una vita buona a ogni livello – ci trova sempre più “insieme” nei vari ambiti della vita comune, dove condividiamo in quanto credenti sfide simili e analoghe responsabilità.

 

 

La prima esigenza che avvertiamo, per poter affrontare il compito di testimoniare adeguatamente la fede, è quella di crescere nella conoscenza e nel rispetto reciproci, senza ignorare ciò che distingue e caratterizza l’identità di ognuno, ma ampliando e approfondendo forme condivise di riflessione e d’impegno.

 

 

La fedeltà ai precetti delle nostre rispettive tradizioni religiose, quali la preghiera e specialmente il digiuno da voi osservato nel mese di Ramadan, ci infonda fiducia e coraggio nel promuovere il dialogo e la collaborazione intesi come frutto necessario dell’amore di Dio e del prossimo, i due pilastri biblici e coranici di ogni autentica spiritualità, come ricordato dal messaggio “Una Parola comune tra noi e voi”, che numerosi sapienti musulmani hanno inviato a Papa Benedetto XVI e alle principali guide delle comunità cristiane del mondo ormai qualche anno fa.

 

 

L’anniversario dell’Editto di Milano e l’approssimarsi dell’Expo 2015 ci trovino attenti custodi e capaci interpreti dell’immenso tesoro di principii e valori di cui siamo eredi, al servizio delle nostre comunità e della società civile.

 

 

Per questo invochiamo la benedizione di Dio su noi tutti e in particolare per voi che celebrate un così significativo momento di penitenza e di festa.

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