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Le nostre letture

Donne in cerca del “vero” Islam

Il fascino del salafismo fra le musulmane britanniche

Questo articolo è pubblicato in Oasis 29. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 11/09/2019 14:23:22

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Recensione di Anabel Inge, The Making of a Salafi Muslim Woman, Oxford University Press, Oxford 2017

In Gran Bretagna il salafismo ha iniziato a fare proseliti negli anni ’80 tra i giovani immigrati di seconda generazione. Dagli anni ’90 in poi il fenomeno ha assunto dimensioni sempre più importanti, soprattutto a Londra e Birmingham, in particolare tra i somali e gli afro-americani convertiti. Oggi i salafiti sono la corrente islamica più in crescita, a scapito di altri movimenti, come i deobandi e i barelwi, che negli anni ’70 rappresentavano le espressioni più visibili dell’Islam britannico. Tale forza attrattiva è dimostrata dal numero di moschee salafite nate oltremanica negli ultimi 15 anni: 28 nella sola Londra e almeno sei a Birmingham, dove si trova anche la nota casa editrice Salafi Publications, che gestisce anche una libreria e scuole primarie e secondarie.

 

The Making of a Salafi Muslim Woman è il risultato della ricerca sul campo condotta dalla giovane ricercatrice Anabel Inge negli ambienti salafiti femminili di Londra. Il libro mette a tema il fenomeno delle conversioni femminili al salafismo collocandolo nel quadro delle trasformazioni che hanno investito la presenza islamica in Gran Bretagna dagli anni ’70 a oggi. Per oltre due anni Anabel Inge ha frequentato i circoli salafiti londinesi, indagando le ragioni che spingono le donne ad aderire a questa versione dell’Islam, il loro background familiare, culturale e religioso, i loro tentativi (spesso vani) di conciliare le rigide norme previste dalla dottrina salafita con lo stile di vita occidentale. L’autrice predilige un metodo qualitativo anziché quantitativo: oggetto del suo studio è infatti un campione limitato di 23 donne, di età compresa tra i 19 e i 29 anni, la maggior parte delle quali di origine somala. Quasi tutte le giovani selezionate frequentano la moschea di Brixton, nata nel 1975 a sud di Londra, ed emblema del salafismo britannico dal 1993. Nota anche come “moschea giamaicana”, si tratta di una delle prime moschee londinesi gestita da convertiti di provenienza perlopiù afro-caraibica, nata come altre moschee “nere” per creare spazi “black-friendly” (p. 33) in cui accogliere le comunità di immigrati dall’Africa sub-sahariana e dai Caraibi.

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Per citare questo articolo

 

Riferimento al formato cartaceo:

Chiara Pellegrino, Donne in cerca del “vero” Islam, «Oasis», anno XV, n. 29, luglio 2019, pp. 132-133.

 

Riferimento al formato digitale:

Chiara Pellegrino, Donne in cerca del “vero” Islam, «Oasis» [online], pubblicato l’11 settembre 2019, URL: https://www.oasiscenter.eu/it/donne-gran-bretagna-salafismo.

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