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Religione e società

Filippine: il lavoro della terra come crocevia tra cristiani e musulmani

Mentre in diverse parti del mondo e in Mindanao, dove mi trovo, continuano alcune forme di conflitto tra gruppi di culture e religioni diverse, mentre vedo aumentare i pregiudizi reciproci tra cristiani e musulmani, sui monti che fanno da cornice allo splendido panorama di Zamboanga, vivono e lavorano alcuni contadini, cristiani e musulmani, che si sono uniti in un gruppo chiamato "Silsilah Bayanihan de Sembradores", che significa "Contadini uniti dal Silsilah".

 

 

Molti dei lettori di Oasis conoscono già il Silsilah nelle Filippine, un movimento che promuove il dialogo, in particolare tra cristiani e musulmani, e una spiritualità della vita i cui pilastri sono: il dialogo con Dio, il dialogo con noi stessi e con gli altri e il dialogo con il Creato. Alcuni anni fa noi abbiamo iniziato un'esperienza con i contadini dei monti di Zamboanga a partire da questi pilastri, ponendo l'accento in particolare sul dialogo con il creato.

 

 

In questo ambito i contadini, legati e appassionati al lavoro della terra, giocano un ruolo rilevante nel comunicare, con la loro vita e il loro lavoro quotidiano, a tutta la società l'importanza di un rapporto rispettoso e aperto con la natura e il creato.

 

Oggi i cambiamenti climatici e disastri ambientali in diverse parti del mondo sono dei campanelli di allarme che governi e istituzioni stanno prendendo in seria considerazione per cercare soluzioni adeguate.

 

Per il Silsilah il rispetto per la natura è parte essenziale della spiritualità e del lavoro di costruzione del dialogo con l'altro.

 

 

Mentre qui nella zona di Zamboanga ci attiviamo per trovare delle soluzioni per il rapimento di Eugenio Vagni, di due compagni della Croce Rossa Internazionale e altre persone ancora nelle mani dei rapitori, nonostante intorno ci sia sempre una situazione di tensione, abbiamo anche esperienze positive da raccontare.

 

Tra queste c'è proprio l'attività dei contadini organizzati del movimento Silsilah nella zona di Baluni, vicino a Zamboanga: contadini cristiani e musulmani stanno compiendo insieme un cammino di formazione professionale e spirituale. Si tratta di un'esperienza che, aiutandoli a rivedere alcune tecniche e metodi di lavoro, si traduce in un cammino di incontro e scambio interpersonale e comunitario.

 

Per esempio sono incoraggiati a usare fertilizzanti naturali e non chimici, ma anche a collaborare tra di loro. Con l'aiuto del Movimento hanno avviato una cooperativa che li unisce nel lavoro e nella condivisione dei profitti, hanno iniziato anche a usare i metodi bio-dinamici applicati alla coltivazione della terra, stanno condividendo con altri la loro esperienza e sono chiamati anche a dare dei corsi pratici ad altri contadini e gruppi organizzati da scuole e università.

 

 

Tra le grandi sfide che questi contadini stanno affrontando c'è anche la lotta contro le compagnie minerarie che vogliono entrare in queste aree ricche di minerali. L'argomento che noi sosteniamo insieme ai contadini per tener lontane le compagnie è questo: "O minerali o acqua!". Infatti le foreste di quella zona sono protette perché assicurano l'acqua per la città di Zamboanga e le zone vicine.

 

Con il nostro aiuto i contadini così associati sono riusciti a far sentire la loro battaglia anche attraverso i media e a portarla anche all'attenzione del governo centrale di Manila con una raccolta di migliaia di firme dei cittadini della zona che noi chiamiamo "Amici per la protezione dell'acqua".

 

 

Tra le tante esperienze i contadini guardano con speranza alla "Escuela de Sembradores" che il Silsilah ha avviato nella zona di Baluno. Questa scuola è un segno di speranza e un punto d'incontro. Uno di questi incontri particolari è avvenuto il 28 dicembre scorso. Per la prima volta hanno celebrato il "Festival de Sembradores" (il festival dei contadini). Eravamo più di trecento quel giorno ed è intervenuta anche la deputata Isabella Climaco, responsabile della zona.

 

 

Il Festival de Sembradores è stato anche un'occasione per ringraziare il Signore per i prodotti della terra di quest'anno e consolidare l'amicizia tra di loro. E' sempre commovente vedere persone semplici come i contadini celebrare insieme, musulmani e cristiani, e gioire insieme con tanti canti, danze e giochi. Questo è un raggio di luce e di speranza che noi cerchiamo di coltivare e condividere con la speranza che tanti, in diverse parti del mondo, possono seguire questo esempio che ci viene dalla gente semplice e che ci conferma nell'idea che ci sia ancora un futuro per loro.

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