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Religione e società

Insegnare teologia in Qatar

Leo D. Lefebure

Nel 2004 la Georgetown University ha istituito un nuovo campus della Edmund A. Walsh School del Foreign Service, della durata di quattro anni, a Doha in Qatar (SFS-Q), che offre un'educazione universitaria a studenti della regione del Golfo e non solo. Nell'anno accademico 2007-2008 ho tenuto qui dei corsi di teologia. Mi aspettavo che gli studenti della Georgetown in Qatar fossero come quelli del campus principale, brillanti ed interessati ad imparare qualcosa sulle altre tradizioni religiose e sulla comprensione interreligiosa, che è una priorità del Università nel suo insieme. Ma leggendo dei problemi di intolleranza religiosa in Medio Oriente e altrove, non avevo tuttavia immaginato che avrebbero avuto ripercussioni sugli studenti della Georgetown in un modo così rilevante.

 

 

Nel corso obbligatorio del primo anno, dedicato a "Il Problema di Dio", la maggior parte degli studenti erano musulmani sunniti, spesso con un retroterra molto conservatore; c'erano inoltre studenti di tradizione sciita, hindu, cristiana e baha'i. Nel corso del primo anno ho proposto un'introduzione ai punti di vista ebraico, cristiano e islamico su Dio e discusso la loro interrelazione. Talvolta gli autori ebrei e cristiani lasciavano perplessi gli studenti musulmani; ma, quando abbiamo iniziato a trattare le prospettive islamiche, sono scoppiate nella classe dispute accese, sia tra sunniti e sciiti che tra studenti musulmani più conservatori e studenti musulmani più progressisti. Le discussioni intellettuali sulle differenze si trasformavano rapidamente in dispute emotive, con tanto di accuse infuocate: «Non sei musulmano!».

 

 

Cercando di offrire modelli alternativi per trattare le differenze religiose, ho spiegato gli sviluppi del dialogo ecumenico ed interreligioso, inclusi i progressi fatti negli ultimi decenni negli Stati Uniti nelle relazioni cattolico-protestanti, ebreo-cattoliche e islamo-cristiane. Gli studenti sono rimasti colpiti dall'immagine negativa con la quale l'Islam è rappresentato in Occidente e si sono dimostrati interessati alle relazioni tra musulmani e cristiani negli Stati Uniti. Alla fine del corso, il tono della discussioni era decisamente più amichevole.

 

 

Nel mio corso su religione e violenza, nel quale tutti gli studenti erano musulmani, abbiamo discusso del ruolo ambiguo e spesso problematico delle religioni nelle aree di conflitto di tutto il mondo. A un certo punto c'è stato un duro attacco agli ebrei, accusati di essere inaffidabili sin dai tempi biblici, passando per l'epoca di Maometto e arrivando ai giorni nostri. Ho spiegato che in Occidente molti avrebbero lanciato accuse simili nei confronti di tutti i musulmani, considerati indegni di fiducia per via degli attacchi terroristici. Abbiamo discusso la teoria del capro espiatorio di René Girard. Col procedere del semestre, gli studenti hanno iniziato ad applicarla, riconoscendo che i musulmani usano gli ebrei come capri espiatori ed accusando l'Occidente di fare lo stesso con i musulmani. Lo stesso ragazzo che se l'era presa con gli ebrei ha criticato i musulmani che lanciano attacchi indiscriminati contro tutti gli ebrei.

 

 

Nel semestre di primavera, ho dato dei corsi su "Religioni del mondo oggi" e "Incontro e dialogo interreligioso". Rappresentati delle tradizioni ebraica, buddista e hindu hanno spiegato i fondamenti della loro pratica religiosa, e un teologo protestante di origini Nigeriane ha parlato delle religioni africane tradizionali. Gli studenti erano estremamente interessati, soprattutto all'esperienza delle donne nelle diverse tradizioni. Una donna che sta studiando per diventare rabbino li ha particolarmente colpiti, poiché ha condiviso con loro le sue difficoltà con gli ebrei ortodossi di Gerusalemme che non approvano i suoi studi. Le donne musulmane sono state rassicurate dal conoscere le sfide che le donne hanno affrontato in tutte le grandi tradizioni religiose, specialmente perché esse hanno spesso sentito che l'Islam viene additato come la religione in cui si maltrattano le donne.

 

 

Alla fine dell'anno, una donna musulmana del Qatar ha fatto notare che tutti i suoi insegnati precedenti avevano mostrato un atteggiamento negativo nei confronti delle altre religioni; dopo due semestri alla Georgetown, e due corsi con me, adesso aveva uno sguardo più positivo verso le altre tradizioni religiose. Tuttavia, adesso, quando dice qualcosa di positivo sugli ebrei, altri potrebbero accusarla di essere un'infedele.

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