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Religione e società

L’islam, la liberté, la laïcité et Le crime de la tribu des « Il nous a été rapporté »

Il pensiero musulmano contemporaneo non è omogeneo. Contrariamente ai presupposti culturalisti fondati sulla concezione di identità statiche, atemporali, Gamâl al-Bannâ (1920-2013) ha mostrano una libertà di pensiero e di tono tali da essere emarginato negli ambienti religiosi e politici ufficiali mentre ha suscitato l’entusiasmo della giovane generazione egiziana del XXI secolo. Per la prima volta in Francia, con la sua autorizzazione, sono state selezionate e tradotte due sue opere. La prima opera mira a difendere il principio della libertà di pensiero, anche per i non credenti, in un contesto di violenza contro gli “apostati”. La seconda opera distrugge dall’interno il corpus dei testi dei “detti e fatti” attribuiti al profeta dell’Islam e, strada facendo, denuncia la dottrina plurisecolare dell’abrogazione fondata sull’affermazione secondo la quale Dio si è contraddetto in funzione delle circostanze. Scommettiamo che queste due problematiche, così come altre rappresentazioni riguardanti le religioni non musulmane, il comunismo o la scissione bipolare dell’umanità non mancheranno di suscitare dei dibattiti, in particolare in Francia dove quest’ultima è spesso misurata col compasso.

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