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Religione e società

«Nessuno di noi può chiamarsi fuori dalla tragedia di Lampedusa»

Lettera del Cardinal Angelo Scola sulla tragedia di Lampedusa

Ultimo aggiornamento: 06/02/2018 11:20:42

Carissimi,

 

 

alla dolorosissima sciagura che ha colpito tanti nostri fratelli lo scorso giovedì a Lampedusa avete voluto rispondere prontamente convocando codesta veglia di preghiera.

 

 

Col Salmista vi rivolgete al Signore in prima persona: «Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’ausilio? Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra» (Sal 121,1-2). Le immagini viste in questi giorni hanno riempito il cuore di sconcerto. Papa Francesco ha dato voce allo smarrimento affermando: «Oggi è un giorno di pianto!» (Papa Francesco, Incontro con i poveri nella sala della spogliazione, 4 ottobre 2013). Il nostro pianto si fa preghiera. Innanzitutto per coloro che hanno trovato la morte, perché il Padre di misericordia li accolga nel Regno eterno. Poi per i loro familiari: possa il Risorto asciugare le loro lacrime, come fece con la vedova di Naim; ma la preghiera al Padre deve anche supplicare la nostra conversione.

 

 

Nessuno di noi può chiamarsi fuori dalla tragedia di Lampedusa. Preghiamo perché lo Spirito del Risorto ci faccia comprendere che la carità non ha confini e che il dono della fede ci spinge ad abbracciare ogni bisogno materiale e spirituale. Il valore e la dignità della persona debbono essere posti a fondamento di ogni umana relazione e vengono ben prima di ogni diversità. Il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona domanda di essere promosso da ogni legislazione. All’autorità politica compete la retta regolamentazione del fenomeno dell’immigrazione.

 

 

Chiediamo pertanto alle autorità italiane ed europee di collaborare con solerte decisione alla ricerca e all’attuazione di nuove ed equilibrate politiche per l’immigrazione. La società civile, in tutte le sue espressioni, continui l’opera di integrazione di donne e uomini che giungono a noi dalle periferie della povertà e del dolore. La Chiesa sia sempre pronta al primo intervento di accoglienza.

 

 

Nell’impossibilità di partecipare di persona perché impegnato con la Conferenza Episcopale Lombarda voglio farvi pervenire la mia vicinanza con una speciale benedizione

 

 

Milano, 7 ottobre 2013 Memoria Beata Vergine Maria del Rosario

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