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Religione e società

Non è la fede a imporre il califfato

La maggior parte dei musulmani di ogni epoca non è mai stata sottomessa all’autorità di un califfo. Il discorso sullo “Stato islamico” in quanto Stato legittimo è un’ideologia recente, emersa tra gli anni ’30 e gli anni ‘60 del XX secolo, che collega la legittimità del regime politico dello Stato a una determinata idea di religione. Al mondo islamico occorre oggi una riforma religiosa, che riapra la riflessione sul regime politico inteso non come istituzione religiosa ma come amministrazione della cosa pubblica; e una riforma politica, che promuova l’alternanza al potere

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“Stato islamico” è un termine relativamente tardivo. Esso fu usato per la prima volta dai viaggiatori e dagli storici bizantini per designare le terre dominate dagli ottomani. Gli storici e i giuristi musulmani erano invece soliti usare l’espressione dār al-islām, ovvero la “casa” i cui abitanti sono in maggioranza musulmani, dove il musulmano e il dhimmī1 godono della sicurezza e dove nessuno può impedire ad alcuno di erigere luoghi di culto islamici e praticare il culto islamico.

 

 

1Cioè il non-musulmano, solitamente ebreo o cristiano, che ottiene la protezione e il diritto a praticare la propria religione in cambio del pagamento di una tassa (NdR).

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