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Religione e società

Oasis incontra la città di Venezia

Oasis incontra Venezia. Ca’ Farsetti, 21 giugno 2011

 

 

Una delegazione di Oasis ha incontrato durante il comitato il Sindaco Giorgio Orsoni e alcuni rappresentanti di Venezia, città nella quale è radicatala sua apertura al mondo.

 

 

S.B. Em. il Sig. Card. Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei copti – Egitto

 

Eminenza e signori eminentissimi, il comitato di Oasis per noi è stata un’occasione di incontro molto importante. Ciascuno di noi nei nostri Paesi vive la realtà di questo movimento di cambiamento verso un futuro migliore e lo speriamo vivamente. Ma il fatto di trovarci qui, insieme, ci ha dato l’occasione di conoscere come questo movimento è un desiderio comune, è un processo comune che tende a far nostri molti valori internazionali. L’Italia è molto orgogliosa dei diritti umani, della libertà, del posto che ciascuno ha nella società: anche noi desideriamo arrivare a questo. Il movimento del 25 gennaio, chiamato la “Rivoluzione del 25 gennaio” in Egitto, mira a proprio a realizzare questi ideali.

 

Ci sono varie correnti all’opera e noi contiamo molto sul vostro appoggio morale e spirituale, ma anche concreto per sostenere i movimenti che puntano alla costruzione di uno stato civile e democratico. Impariamo molto dalla storia, impariamo molto dal modo di vivere democratico e speriamo di arrivare anche noi a realizzare un ideale che sia per il bene di ogni cittadino in Egitto e che aiuti anche tutto il Medio Oriente, favorendo migliori relazioni con il resto del mondo. Grazie per la vostra accoglienza.

 

 

S.E. Mons. Bader Ghaleb Moussa, Arcivescovo di Algeri – Algeria

 

In questi due giorni abbiamo discusso e messo insieme parecchie opinioni, parecchi punti di vista sulla situazione del Nord Africa e del Medio Oriente. Io mi limiterò a dire che il 2011 sarà ritenuto nella storia e dell’Africa del Nord e del Medio Oriente, qualsiasi cosa accada, un anno di svolta. Dopo i recenti eventi, nel bene o nel male, questi Paesi coinvolti non saranno più gli stessi. Questa è la sfida che ci aspetta: né l’Africa del Nord né il Medio Oriente saranno più gli stessi. Nel mondo il 2011 è l’anno della svolta in queste regioni. Grazie.

 

 

S.E. Mons. Maroun Lahham, Arcivescovo di Tunisi – Tunisia

 

In questi giorni si parla molto della Tunisia, in termini positivi e anche in termini meno positivi. In termini positivi per la transizione democratica che il Paese sta vivendo e speriamo che arrivi a un buon esito; in termini meno positivi per il fenomeno dell’emigrazione che è stato uno dei risvolti del movimento di liberazione del Paese. Durante il dibattito del comitato di Oasis, abbiamo tutti auspicato che in questa transizione democratica la Tunisia arrivi veramente ad avere un regime democratico. Sarebbe la primissima volta che un Paese arabo musulmano riuscirà, spero, ad avere un regime democratico, pur essendo al cento per cento arabo e al cento per cento musulmano.

 

Per il fenomeno dell’emigrazione abbiamo auspicato che questo fenomeno sia letto in una prospettiva umana, tenendo conto delle circostanze straordinarie di questi Paesi del Nord Africa. Per circostanze straordinarie, ci vogliono soluzioni straordinarie. Quanto alla vita della Chiesa in Tunisia, la Chiesa ha sempre goduto di un margine ampio di libertà di azione. Speriamo che se si stabilirà una democrazia, questa ci aiuti ad aprire nuovi orizzonti sia per la presenza, sia per il lavoro della Chiesa in Tunisia. Vi ringrazio molto.

 

 

S.E. Mons. Antoine Audo, Vescovo di Aleppo dei caldei – Siria

 

Cari amici, [quando] diciamo Caldei dobbiamo pensare all’Iraq. Io sono molto in relazione con l’Iraq, con la nostra Chiesa dell’Iraq e tutto quello che ha vissuto negli ultimi anni. Nello stesso tempo sono vescovo dei Caldei in Siria, ho ricevuto migliaia di profughi arrivando dall’Iraq, per aiutarli, per organizzare la vita. Io sono sicuro che voi aspettate qualcosa dalla Siria di oggi. È un problema molto delicato, molto complesso. Dobbiamo dire che da cinquant’anni siamo in un regime un po’ militare, con l’ideologia del socialismo dell’Unione Sovietica. Ma tutto questo sta cambiando oggi, si deve sapere come parlare, come dialogare e non è facile né essere capaci di parlare, né di dialogare nella verità. Bisogna non tenere né ricorrere alla violenza. Questo è il nostro problema di oggi. Spero che la Siria sarà capace di fare le riforme, di parlare nella verità. Spero che i cristiani possano svolgere un ruolo positivo. Se domina la violenza, corriamo il forte rischio per me, per tutti i patriarchi e i vescovi della Siria, di diventare come l’Iraq. Veramente abbiamo paura. Spero che il dialogo e la fiducia nelle riforme potrà, con l’aiuto degli altri Paesi, dell’Egitto per esempio, o della Tunisia, ad attuare questi cambiamenti e uscire saldi e nella pace da questa stagione difficile. Grazie

 

 

Prof. Carl Anderson, Supreme Knight, Knights of Columbus – USA

 

Voglio ringraziare tutti i presenti, specialmente Oasis, per questo importante incontro perché dobbiamo comprendere che tutti noi, specialmente quelli del Mediterraneo, abbiamo un futuro comune. Un futuro comune che deve essere regolato da un impegno per la dignità umana, l’uguaglianza umana e la libertà umana. Dal nostro punto di vista, dagli Stati Uniti, troviamo quella di Venezia un’iniziativa molto importante, con Oasis che riunisce in questo modo così tante tradizioni diverse. Analogamente speriamo che il modello di Oasis come luogo di riunione per il dialogo, la comprensione e il rispetto possa essere un modello per molti altri paesi e regioni del mondo.

 

 

Prof. Olivier Roy, Professore a l’Institut Universitaire Européen de Florence – Italia

 

Come avete sentito i cristiani d’Oriente oggi vivono tra la paura e la speranza. Ovviamente, noi ci interessiamo soprattutto alla speranza. Credo che l’attuale movimento di democratizzazione apporti qualcosa in più alla questione della libertà religiosa: non si tratta più semplicemente di proteggere una minoranza cristiana ma piuttosto di difendere la libertà religiosa come diritto del singolo. Il diritto di scegliere, di cambiare religione o di non avere religione alcuna. E questo, la democrazia lo potrebbe portare. Io me lo auguro.

 

 

Prof.ssa Malika Zeghal, Prince Alwaleed Bin Talal Professor in Contemporary Islamic Thought and Life, Harvard University – USA

 

Ringrazio la Fondazione Oasis per avermi invitata e avermi permesso di partecipare a questi interessanti dibattiti per due giorni. Questi due giorni si sono concentrati su questo momento assolutamente straordinario che sta interessando la regione del Magreb e del Medio Oriente di cui noi ancora non abbiamo preso ben coscienza. Si tratta di rivoluzioni per la cittadinanza, la dignità e la libertà. È importante che questa libertà sia accompagnata da una ricerca e da una domanda di valori umanisti, universali. Contro gli autoritarismi politici, la corruzione e l’esclusione. Abbiamo visto partecipare uomini e donne, musulmani e cristiani, in qualità di cittadini in questi grandi movimenti. La transizione che sta iniziando sarà estremamente difficile poiché avviene in un contesto sociale ed economico estremamente problematico.

 

Effettivamente è necessario operare una rivoluzione nelle nostre menti per comprendere i grandi cambiamenti che si annunciano, in particolare il fatto che si passa molto rapidamente da una questione identitaria a una questione sui valori. L’Africa del Nord e il Medio Oriente si stanno avvicinando ai dibattiti europei e occidentali. Se l’Europa comprende pienamente il cambiamento che si sta preannunciando, vorrei anche che l’Europa si rifacesse ai suoi valori umanisti e si aprisse al cambiamento che in questo momento sta avvenendo a Sud del Mediterraneo. E, in particolare, se penso al problema dell’immigrazione, vorrei semplicemente sottolineare quanto avevo già scritto qualche tempo fa nei media. Che i tunisini hanno accolto circa mezzo milione di rifugiati presso le loro frontiere meridionali e che l’Europa, se in questo momento straordinario si rifacesse ai valori umanisti considerando l’eccezionalità di questo momento, potrebbe fare altrettanto per quanti chiedono asilo in via altrettanto eccezionale.

 

 

 

Per l'intervento di S.Em. Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia si rimanda al sito angeloscola.it

 

 

* Sbobinatura non rivista dai relatori. Per ascoltare gli interventi, clicca qui

 

 

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