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Religione e società

Oasis verso Sarajevo

Si terrà nella capitale della Bosnia Erzegovina il prossimo incontro annuale del Comitato Scientifico Internazionale della Fondazione, lunedì 16 e martedì 17 giugno 2014, sul tema: Tentazione violenza. Religioni tra guerra e riconciliazione.

Giugno per Oasis è il mese dell’incontro internazionale del suo comitato scientifico. Quest’anno la sede sarà Sarajevo. I partecipanti, provenienti da India, Nigeria, Egitto, Tunisia, Marocco, Giordania, Libano, Iran, oltre che da Europa e America del Nord, affronteranno il tema Tentazione violenza. Religioni tra guerra e riconciliazione. L’evento, presieduto dal card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, sarà aperto dal card. Vinko Puljić, arcivescovo di Sarajevo, e da Husein ef. Kavazović, Reis-ul-ulema della Comunità islamica di Bosnia-Erzegovina.

 

 

Il tema e la sede dell’incontro offriranno molte provocazioni al dibattito comune, che procederà avendo presente alcune linee guida:

 

 

- una rilettura delle conseguenze del primo conflitto mondiale, evento epocale non solo per l’Europa, ma anche per il mondo islamico (basti considerare la fine del califfato ottomano, la nascita dell’Islam politico e del nazionalismo arabo, la centralità strategica del petrolio, i primi genocidi);

 

 

- la problematizzazione della guerra. Il tempo inaugurato dalla prima guerra mondiale si caratterizza per la sua profonda contraddittorietà: da un lato infatti si assiste a una messa in discussione della guerra con una radicalità fino ad allora sconosciuta, a livello religioso e laico; dall’altro questa è anche l’epoca dell’annientamento sempre possibile dell’uomo, dei genocidi e del tramonto dell’istituzione classica della guerra, a cui si sostituisce gradualmente il terrorismo. Il XX secolo si impone come epoca per eccellenza della guerra e della pace.

 

 

- la violenza religiosa: se inizialmente l’elemento religioso ha un ruolo limitato nel conflitto mondiale, gradualmente il nesso con la religione torna in scena. Negli ultimi decenni il problema della violenza religiosamente motivata investe in particolare il grande Medio Oriente, nella forma del jihadismo, e più recentemente l’Africa, con gravi impatti sulle minoranze. Il ritorno della violenza religiosamente motivata alimenta per reazione in Occidente un sospetto nei confronti delle fedi e in particolare di quelle monoteiste, accusate di essere strutturalmente violente e intolleranti.

 

 

- la guerra in Bosnia (1992-1995): affrontare il tema della guerra e della pace proprio a Sarajevo non è un dato secondario. Al di là delle commemorazioni legate all’attentato del giugno 1914, la città infatti conserva le tracce di un conflitto recente, la cui memoria è ancora fresca in Europa, e costringe a riflettere su una violenza occorsa solo vent’anni fa, alimentatasi anche di un riferimento etnico-religioso.

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