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Religione e società

Preti e imam a confronto

Jean-Philippe Vigouroux

Che cosa può spingere duecento preti cattolici e imam musulmani a riunirsi, per tutto un sabato, nei locali di un liceo tecnico?

 

Il bisogno di conoscere meglio l'altro, la sua fede, rispondono gli interessati. Sabato 16 novembre, il liceo La Mache, vicino a Bachut a Lione, è stato teatro di un'intera giornata di scambi e incontri tra i "quadri" di queste due religioni. Una giornata organizzata congiuntamente dalla diocesi di Lione e dal consiglio regionale per il culto musulmano (CRCM) della regione Rhône-Alpes. Da un lato come dall'altro si afferma di voler superare lo stadio della semplice tolleranza, o addirittura del sospetto, per stabilire una relazione di fiducia autentica e duratura.

 

Così avviene già al più alto livello, ma questo non basta, come sottolinea Azzeddine Gaci, del CRCM: «Dopo il viaggio importantissimo che abbiamo compiuto l'anno scorso in Algeria, abbiamo creato legami forti. So che quando il cardinale mi fa una domanda è sincero, non lo fa per tendermi una trappola. Ne risulta un arricchimento reciproco». «Nelle parrocchie, come nelle moschee, occorre entrare in questa logica dell'incontro che cerchiamo di attuare. Dopo il viaggio in Algeria moltiplichiamo le conferenze, gli incontri pubblici su questo tema, dappertutto nella regione Rhône-Alpes. Siamo oggi agli inizi di un dialogo che comincia veramente a prendere forma, siamo ormai oltre i semplici principi», testimonia Jacques Boulon per la diocesi di Lione.

 

Nell'assemblea plenaria del mattino cattolici e musulmani si sono scambiati le loro opinioni su questioni come l'organizzazione delle istituzioni delle due religioni, o ancora la vita quotidiana di un prete o di un imam. Il pomeriggio è stato dedicato a scambi più mirati, in piccoli gruppi, su aspetti pratici, come l'insegnamento del fatto religioso o l'accompagnamento del malato in fin di vita. Perché, se le differenze tra queste due religioni monoteiste non sono sempre evidenti, la mancanza di fiducia è invece una realtà.

 

«I cristiani hanno una responsabilità di fronte al futuro dell'umanità?» ha domandato un musulmano durante un dibattito, in seguito a un intervento congiunto sulla fede. «La rivelazione per i musulmani, potreste parlarcene un po' di più», ha buttato lì un cristiano. Queste domande, dalla semplice lettura del Corano o della Bibbia a veri interrogativi filosofici si sono succedute senza tregua, interrotte solo dalla pausa pranzo.

 

Azzedine Gaci ci ha confidato alla fine del dibattito: «Non ci conosciamo abbastanza. Occorre rimuovere e far crollare le barriere che alcuni si adoperano a costruire con gran dispendio di energie».

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