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Religione e società

Un Natale glorioso (majīd) sulle note di Mājida al-Rūmī

Ultimo aggiornamento: 22/12/2020 17:16:36

Un Natale glorioso (majīd) sulle note di Mājida al-Rūmī, la celebre cantante libanese: è l’augurio musicale che Oasis rivolge a tutta la sua affezionata community.

 

Il brano è tratto dall’album Nūr min Nūr (“Luce da Luce”), uscito nel 2013 e composto da dodici canzoni natalizie, musicalmente molto varie, in un armonico impasto di arrangiamenti, opera del violinista libanese Claude Chahloub insieme all’Orchestra Sinfonica di Berlino. I brani spaziano dal classico al moderno, da cori bizantini a modalità melodiche (maqām) prettamente arabe.

 

Come spiega la cantante in una sua preziosa intervista, i pezzi erano già stati inclusi nel suo repertorio in passato, benché alcuni in francese. Ma il 2013 non fu, per il Medio Oriente in generale e per i cristiani arabi in particolare, un anno come tutti gli altri. Nel tragico contesto creato da ISIS, che pochi mesi prima aveva proclamato il califfato e dato il via al genocidio, maturò in Mājida al-Rumi la volontà di raccogliere le canzoni in un unico album dedicato all’unità del Libano e del mondo arabo e al primato della misericordia come volto autentico del divino. In questo spirito, i diritti furono donati a «qualsiasi ente di beneficenza cristiano o musulmano che volesse raccogliere fondi tramite l’album».

 

Nel video che vi proponiamo Mājida canta la seconda traccia, intitolata diqq bawābhun (“Bussa alle loro porte!”), sulle note di Mendelssohn, in una magnifica chiesa gremita e festante nel centro città di Beirut. Un’immagine non stereotipata del mondo arabo.

 

Se neppure ISIS è riuscita a spegnere la speranza dei cristiani orientali, non lasciamoci rubare la nostra in questo 2020 che si chiude.

Un Natale gioioso a tutti voi!

 

 

Traduzione del testo: 

 

Bussa alle loro porte

Bussa alle loro porte questa notte e di’ a tutti “buon Natale!”,[1]

a parenti e amici di’ che il loro riso è la festa più bella.

Accendi le candele, una a una,

Asciuga le lacrime, una a una.

Scaccia la tristezza, questa è la notte di Natale;

Lascia che oggi le persone preghino, lascia che i bambini sorridano.

 

Non dimenticarti di decorare l’albero e di portare spighe di grano,[2]

Prepara il presepio, e prima di tutto la culla per Gesù.

Alle finestre lascia il mio cuore,

avvolto di desideri e d’amore.

Alla porta metti un pino verde, con la punta verso il cielo

che rallegri il Natale con la sua magia: nessuno resti triste!

 

Quelli che adesso sono con te, Signore, mi hanno avvicinato al Tuo splendore:

ogni persona cara la sento come un angelo sul mio cammino.

Ogni notte la stringo a me,

Nonostante la distanza e il silenzio dell’assenza.

Spero che il mio amore possa raggiungerli e prego che possano compiacerti:

quelli che sono passati a Te, o Signore, possano far festa questa notte nel tuo Cielo!

 

 

دقّ بوابهن

دقّ بوابهن بهالليلة قلهن عليهن ينعاد

قُل لكلّ صحابي وأهلي ضحكاتهن أحلى الأعياد

ضوّي شموعهن شمعة شمعة

امسحلي دموعهن دمعة دمعة

قلّ لها يا أحزانهن فلّي هي ليلة عيد الميلاد

خلّي الناس اليوم تصلّي خلّي الضحكة للولاد

 

وما تنسى تزينلهن شجرة وتاخدلهن قمح المزروع

حضّر مغارة للعدرا وقبل الكلّ مِذود يسوع

عالشبّاك اتركلهن قلبي

لفّه بأشواقي وحُبّي

وعالباب صنوبرة خضرا راسها للسما مرفوع

يفرح ميلادهن بسحْرها وما يبقى قلب موجوع

 

واللّي صاروا عندك ربّي قرّبوني من بهاك

كل غالي بحسّه ع دربي حارسني متل الملاك

كلّ ليلة بضمهن ع قلبي

رغم البُعْد وصَمْت الغربة

بتمنّى يوصلهن حُبّي وبصلّي ينالوا رضاك

يللّي صاروا عندك ربّي عيدهن الليلة بسماك

 

 

 

 

 


[1] Lett. “che ti possa succedere di nuovo!”, formula utilizzata per augurare buone feste, similmente al nostro “cento di questi anni!”. In questo caso, si può tradurre come un semplice augurio di buon Natale.
[2] Si riferisce alla tradizione mediterranea (dalla Francia, al Libano, passando per la Grecia) del “grano di Santa Barbara”. Seminato il 4 dicembre, il giorno della commemorazione della Santa, i suoi germogli sono utilizzati come decorazione durante la vigilia di Natale.
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