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Rassegna stampa

Afrin: il punto di vista dei curdi

[Shutterstock]

Rassegna stampa del 24 gennaio 2018

Ultimo aggiornamento: 01/02/2018 14:59:23

Dalla stampa italiana

 

Da quando il governo italiano aveva stretto accordi con Tripoli nel luglio scorso, non era mai capitato che il numero di sbarchi in Italia avesse un trend positivo. A gennaio, però, i flussi tornano a crescere, scrive Avvenire: +14,88 percento. Aumentano pachistani che percorrono la rotta dell’Egeo e tunisini che sbarcano a Lampedusa.

 

In Senegal “la convivenza tra i fedeli delle due religioni [Islam e Cristianesimo] non è messa a tema né diventa motivo di discussione poiché è vissuta come un dato di fatto”. Queste le parole di padre Flavio Facchin, missionario in Senegal da più di vent’anni. Il racconto di Cristina Uguccioni da Dakar (Vatican Insider).

 

Di fronte all’iniziativa militare della Turchia, spiega Giampaolo Cadalanu su Repubblica, le autorità del Rojava hanno lanciato una vera e propria chiamata alle armi, rivolta anche ai civili: “Annunciamo una mobilitazione generale ed esortiamo i figli del nostro popolo a difendere Afrin”.

 

Egitto: il generale Sami Anan, l’unico candidato che alle prossime elezioni sembrava avere qualche chance contro il presidente al-Sisi, è stato arrestato ieri. L’arresto di Anan arriva dopo che l’ex primo ministro Ahmed Shafiq si era ritirato a sorpresa dalla corsa (Il Post).

 

Due attacchi terroristici hanno colpito Bengasi in Libia, nei pressi della moschea Baiaát al-Ridwan. Secondo quanto riporta Carmine America su Formiche, tra le persone coinvolte nelle esplosioni ci sarebbero anche uomini vicini al generale Haftar.

 

Dalla stampa francofona

 

Le Monde annuncia una rivoluzione giuridica in Marocco. Negli ultimi anni le donne marocchine sono state autorizzate a esercitare la professione dell’adoul, notaio nel campo del diritto musulmano. Questa apertura del Governo non piacerà di certo agli ambienti salafiti del Paese.

 

L’approfondimento di Orient XXI sull’offensiva turca in Siria sottolinea il punto di vista dei curdi, i quali percepiscono l’intervento militare di Ankara come una vera e propria invasione territoriale. Con l’accordo tacito della Russia, oltretutto.

 

Migrazioni e crescita economica. Un legame storico da comprendere, secondo il contributo di Libération, per meglio gestire il cambiamento, che riguarda in modo particolare lo sviluppo urbano delle città.

 

Dalla stampa anglofona

 

Con la stroncatura del dissenso, il tono della campagna presidenziale in Egitto è attenuato. La rielezione di al-Sisi sembra assicurata, dice un articolo del Guardian, anche se il suo consenso popolare è silenzioso.

 

“Dove sono i rivoluzionari libici?”, si chiede Al-Monitor. Alcuni politici, ministri, diplomatici e personaggi di rilievo della società civile erano pronti a guidare quella che si è rivelata una rivoluzione tutt’altro che genuina e spontanea.

 

Il Principe ereditario e la nuova economia saudita, titola il New York Times. L’obiettivo di Mohammed bin Salman di sostituire lo stato feudale corrotto saudita con un’economia di mercato volta a Occidente è destinato a essere elusivo, a meno che il principe la smetta di agire come un despota e cominci a regnare come un riformatore.

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