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Religione e società

Alle periferie dell’impero: il “buono” dell’Albania

Piazza Scanderbeg a Tirana, Albania

Nei Balcani è possibile “uno scambio vero con i responsabili della comunità islamica”

Ultimo aggiornamento: 11/06/2018 16:34:25

Impenetrabile come la sua lingua, l’Albania è sempre stata percepita come marginale. Prima periferia dell’Impero ottomano, poi isolata dal mondo nella notte del regime comunista e oggi in coda per entrare in Europa. Ma per qualche giorno è tornata alla ribalta grazie a Papa Francesco, mostrando che può offrire lezioni preziose. [...] Contro lo scetticismo Al tempo di Isis si è diffuso un tale scetticismo a proposito di relazioni interreligiose, che al sentir sbandierare parole come “coesione pacifica” si diventa subito sospettosi. Si è tentati, al più, di spiegarla con il fatto che è possibile là dove la pratica religiosa è tiepida, dove i musulmani non sarebbero dei veri musulmani… Ma reagisce allo scetticismo Mons. Mirdita Rrok Kola, arcivescovo di Tirana-Durrës: «Posso testimoniare personalmente che esiste uno scambio vero con i responsabili della comunità islamica. E del resto lo si è visto nella partecipazione di molti musulmani alla visita del Papa [nel settembre 2014, ndr], un frutto della vita ordinaria». [...] Cosa resta dopo la persecuzione Come prova della verità dei buoni rapporti tra cristiani e musulmani Skënder Bruçai, studi in psicologia, oggi capo della Comunità islamica albanese, cita la comune dichiarazione contro Isis sottoscritta dai capi religiosi e la battaglia portata avanti insieme dalle diverse comunità contro l’ateismo pratico. La comunità islamica, articolata in comunità locali che eleggono i loro imam, che a loro volta scelgono i muftì delle varie regioni, ha soprattutto carattere organizzativo: «Il mio compito – spiega Bruçai – è aiutare i musulmani a conoscere e praticare l’autentico Islam, che per noi storicamente è un intreccio tra la scuola giuridica hanafita e il sufismo». Ciò nonostante esistono moschee in mano a gruppi di salafiti, che addestrano o ospitano jihadisti pronti a partire per la Siria. Bruçai non ha neanche quarant’anni, il suo predecessore invece era molto anziano: la generazione intermedia è stata spazzata via dal regime di Henver Hoxha. Sorte toccata anche ai bektashi e agli ortodossi. [...] [L'articolo è contenuto in Oasis n. 20. Per leggere interamente i contenuti acquista una copia o abbonati].

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