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Religione e società

Una donna tra gli shaykh: l’esegesi coranica di Bint Al-Shāti’

Una donna legge il Corano [Aisylu Ahmadieva - Shutterstock]

Vita e opera della prima donna musulmana ad aver affermato la propria autorità nello studio del Corano, un’opera d’arte da leggersi applicando i metodi della critica letteraria

Questo articolo è pubblicato in Oasis 30. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 11/12/2019 15:19:17

‘Āʼisha ‘Abd al-Rahmān, nota con lo pseudonimo di Bint al-Shātiʼ, “la figlia della costa”, è stata la prima musulmana ad affermarsi nel campo degli studi coranici. Sarebbe tuttavia errato farne una pioniera del femminismo. La questione delle relazioni di genere è infatti marginale nella sua produzione teologica, mentre la sua visione del ruolo femminile è rimasta legata a posizioni tradizionali. Tuttavia, il suo contributo fondamentale alla storia delle donne, in Egitto come più in generale nel mondo musulmano, è innegabile

 

La prima donna musulmana ad aver affermato la propria autorità nel campo degli studi coranici, una sfera del sapere rimasta per lunghi secoli di dominio esclusivamente maschile, è stata l’egiziana ‘Āʼisha ‘Abd al-Rahmān (1913-1998), meglio nota con lo pseudonimo di Bint al-Shātiʼ, “la figlia della costa”.

 

Nata in una famiglia di piccoli proprietari terrieri nella zona rurale di Damietta, una città costiera situata sul delta del Nilo, ‘Abd al-Rahmān ricevette privatamente la sua prima istruzione, dando presto prova di un’intelligenza vivace che mal si adattava ai limiti imposti dall’istruzione domestica. Grazie all’intercessione della madre e di un bisnonno formatosi nella prestigiosa università di al-Azhar, la giovane ‘Āʼisha riuscì a vincere la resistenza del padre, che per lungo tempo aveva rifiutato di iscriverla alla scuola pubblica, e a completare con successo tutti i gradi di istruzione. La scelta di pubblicare i suoi primi articoli sotto pseudonimo, comune a molte donne del suo tempo, era intesa a proteggere la reputazione della propria famiglia da possibili accuse di immoralità e a evitare così di incorrere nell’ira paterna; al tempo stesso, il nome scelto rappresentava un evidente omaggio alle radici rurali e costiere dell’autrice.

 

Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in letteratura araba nel 1950, ‘Abd al-Rahmān scelse di perseguire la carriera accademica, arrivando a occupare la cattedra di lingua e letteratura araba presso l’università cairota di ‘Ayn Shams (1962-1970), e in seguito quella di esegesi coranica (tafsīr) presso l’università Qarawiyyīn di Fes, in Marocco. Nel corso della sua lunga carriera, ‘Abd al-Rahmān scrisse decine di libri e centinaia di articoli, la maggior parte dei quali era dedicata allo studio del Corano. Le sue pubblicazioni includono anche numerose poesie, racconti, romanzi, un’autobiografia, due trattati sulla questione agraria e svariate opere di critica letteraria. Il più celebre fra i suoi testi teologici è senza dubbio il Commentario retorico-esplicativo del nobile Corano (al-Tafsīr al-bayānī li-l-Qur’ān al-karīm, 1962-1968), un’opera esegetica in due volumi incentrata sulle ultime quattordici sure del Corano, la prima mai pubblicata da una donna.

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Per citare questo articolo

 

Riferimento al formato cartaceo:

Margherita Picchi, Una donna tra gli shaykh: l’esegesi coranica di Bint Al-Shāti’, «Oasis», anno XV, n. 30, dicembre 2019, pp. 79-88.

 

Riferimento al formato digitale:

Margherita Picchi, Una donna tra gli shaykh: l’esegesi coranica di Bint Al-Shāti’, «Oasis» [online], pubblicato il 10 dicembre 2019, URL: https:popo//www.oasiscenter.eu/it/bint-al-shati-esegesi-corano.

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