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Ultimo aggiornamento: 22/04/2022 09:52:28

Autore: Klaus Berger Titolo: Jesus Editore: Pattloch Verlag, Monaco 2004 Pur essendo cattolico, Klaus Berger insegna esegesi al dipartimento di teologia protestante dell'Università di Heidelberg. Se gli si chiede come mai, risponde che la maggior parte dei dipartimenti tedeschi di teologia cattolica è stata colta alla sprovvista dalla sua critica di gran parte dell'esegesi moderna. Quella che cinquanta anni fa era considerata la visione tipica della teologia protestante oggi è diventata caratteristica di gran parte dell'esegesi cattolica tedesca. Inoltre Berger è un laico sposato; sua moglie, Christiane Nord, è una studiosa specializzata in problemi di traduzione. Nel 1999 Berger e sua moglie hanno pubblicato insieme un libro, presso la prestigiosa casa editrice Insel, intitolato The New Testament and Early Christian writings. Oltre ad un commento scientifico, le più di 1400 pagine del volume contengono una traduzione di tutti i documenti cristiani scritti prima del 200 d.C. Sono ordinati secondo la data di composizione che Berger considera più attendibile (quindi dopo le Lettere di S. Paolo viene il Vangelo secondo Giovanni). La traduzione segue un principio che Berger chiama "estraneità compresa", intendendo con ciò che la traduzione dei testi di altre epoche non deve necessariamente uniformarsi ad una fraseologia contemporanea, ma deve piuttosto rendere il lettore consapevole del contesto temporale e culturale in cui essi ebbero origine. Il suo ultimo libro, pubblicato nel 2004 con il semplice titolo di Jesus, è rimasto per parecchi mesi l'opera non narrativa più venduta in Germania. La ragione di questo successo è che l'esperto esegeta si è lasciato alle spalle i pregiudizi della critica "liberale", da Harnack e Bultmann in poi, e ha cercato di leggere i Vangeli nel modo in cui sarebbero stati compresi dai contemporanei. In particolare, Berger rifiuta esplicitamente l'idea della "demitizzazione", per cui tutto ciò che non è comprensibile ad un lettore moderno sarebbe una reinterpretazione di un mito, secondo cui Gesù sarebbe risorto dai morti. Di conseguenza, egli considera il racconto della trasfigurazione di Gesù "l'asse nascosto del Vangelo". Certamente Gesù è stato un uomo come tutti noi, ma sostiene Berger già prima della morte la sua realtà divina letteralmente esplode. Affermare che, per esempio, la traversata sulle acque o la risurrezione di Lazzaro siano meri simboli o leggende inventate non coglie per nulla la natura del testo. Chi si rifiuta di ammettere che esistono "fatti mistici", sperimentati da coloro che ne furono testimoni, non può fare giustizia né al Nuovo Testamento né a chi è stato Gesù. Infine, ma altrettanto importante, il libro di Berger cerca di correggere molte idee equivoche su Gesù che alcuni autori occidentali, molto spesso giornalisti poco preparati, hanno sviluppato negli ultimi decenni. Inoltre, il libro offre indicazioni su come un cristiano possa comprendere i fondatori di altre religioni. Gesù è stato il "Figlio di Dio" in un senso così radicale da poter dire di sé: «Chi vede me vede il Padre» e volle chiaramente stabilire un'Ekklesia di coloro che credono in Lui per dare loro tutti i doni del Padre. Ma questo, sostiene Berger riferendosi a 1 Cor 14,26, non esclude in linea di principio, come già Nicola Cusano aveva suggerito, che parti dell'insegnamento di Maometto siano state una speciale rivelazione divina per la cultura araba. Il libro di Berger in questo senso è un raro esempio di uno studio moderno che, pur rigettandone una parte, presuppone tutte le componenti della ricerca esegetica moderna e nondimeno arriva a conclusioni conformi all'insegnamento del cristianesimo tradizionale ed anzi cattolico. Non presupponendo alcuna conoscenza specifica dell'argomento, il libro riuscirà interessante ad ogni lettore attento al dibattito su che cosa abbia realmente inteso Gesù e su chi sia veramente stato.

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