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Le nostre letture

L’università che vuol formare un esercito di missionari

La diffusione del wahhabismo attraverso gli istituti di insegnamento sauditi

Questo articolo è pubblicato in Oasis 29. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 11/09/2019 14:23:35

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Recensione di Michael Farquhar, Circuits of Faith. Migration, Education, and the Wahhabi Mission, Standford University Press, Stanford 2017

È opinione diffusa che il salafismo non avrebbe raggiunto la sua straordinaria diffusione senza le risorse messe a disposizione dall’Arabia Saudita. Meno noti sono i meccanismi attraverso i quali il “capitale materiale” rappresentato dal petrolio abbia potuto trasformarsi in “capitale spirituale”. Per indagare questa relazione, Michael Farquhar, docente di Politica mediorientale al King’s College di Londra, ha analizzato nel suo eccellente Circuits of Faith le origini e lo sviluppo dei centri sauditi d’insegnamento religioso, concentrandosi in particolare su uno dei vettori privilegiati della propagazione mondiale del wahhabismo: l’Università Islamica di Medina. Fondata nel 1961 come parte di una politica religiosa volta ad accrescere la legittimazione e l’influenza internazionale della monarchia, a metà degli anni ’70 quest’istituzione vede quintuplicare il proprio bilancio grazie al boom petrolifero. Tuttavia, la storia della diffusione del salafismo non può essere ridotta ai listini dell’oro nero. Storicamente, Mecca e Medina sono infatti mete privilegiate non solo di pellegrini, ma anche di studiosi che vogliono accrescere il proprio sapere religioso. Così, quando negli anni ’20 del Novecento il fondatore dell’odierna Arabia Saudita si impossessa del Hijaz, la regione affacciata sul Mar Rosso in cui si trovano le due città, al wahhabismo viene offerta l’opportunità di estendere la propria influenza dall’isolata regione del Najd a questo crocevia spirituale. L’operazione però non è facile, perché proprio in questo territorio «la tradizione wahhabita non solo aveva avuto poca presa, ma era anche stata per lungo tempo considerata una maledizione» (p. xx). Inizia allora un’opera di salafitizzazione delle istituzioni d’insegnamento, che può far leva sulle “tecnologie” già introdotte durante l’epoca ottomana e sul contributo di studiosi e intellettuali provenienti dai grandi poli del riformismo islamico moderno, in particolare l’India e l’Egitto.

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Per citare questo articolo

 

Riferimento al formato cartaceo:

Michele Brignone, L’università che vuol formare un esercito di missionari, «Oasis», anno XV, n. 29, luglio 2019, pp. 130-131.

 

Riferimento al formato digitale:

Michele Brignone, L’università che vuol formare un esercito di missionari, «Oasis» [online], pubblicato l’11 settembre 2019, URL: https://www.oasiscenter.eu/it/diffusione-wahhabismo-istituti-insegnamento-arabia-saudita.

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