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Classici

Fanta-teologia: profezia della Umma che verrà

Viaggio dentro alla crisi dell'autorità nel mondo sunnita contemporaneo

Questo articolo è pubblicato in Oasis 25. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 24/05/2019 09:56:02

Questo articolo è l'introduzione a L’usura della sharī‘a

 

 

La sfortuna di al-Juwaynī è di aver avuto come discepolo il grande al-Ghazālī. E tuttavia l’imam al-Haramayn – questo il titolo con cui è noto – è un pensatore di notevole originalità, anche se dallo stile spesso contorto. Nato a Nishapur in Persia nel 1028, divise i propri interessi tra diritto e teologia dialettica, seguendo nel primo campo la scuola giuridica shafi‘ita e nel secondo quella ash‘arita, che si andava affermando come espressione dell’ortodossia sunnita. Molto apprezzato dal potente visir selgiuchide Nizām al-Mulk, campione appunto del sunnismo, fu incaricato di dirigere un’importante madrasa nella sua città natale, ove morì nell’agosto del 1085.

 

 

Proprio a Nizām al-Mulk è dedicato il Ghiyāthī, l’opera da cui sono tratte le pagine che seguono. Il tema è quello dell’organizzazione del potere nella comunità islamica e nella prima sezione al-Juwaynī, dopo aver criticato la posizione sciita, presenta le funzioni dell’imam-califfo nella visione sunnita, ricalcando in gran parte le tracce dei giuristi del suo tempo, primo fra tutti al-Māwardī (m. 1058)[1].

 

 

Un “imamato di usurpazione”

 

 

Tuttavia, a differenza di al-Māwardī, il nostro autore non si arresta al quadro teorico e largamente idealizzato del ruolo del califfo che era abituale in queste opere, ma comincia a domandarsi che cosa succederebbe se iniziassero a saltare alcune delle qualificazioni richieste per la guida della comunità musulmana, a cominciare dalla discendenza dalla tribù di Muhammad, i Quraysh. L’autore discute così la possibilità di un “imamato di usurpazione”, cioè del caso in cui un candidato forte, ma privo delle qualifiche richieste, s’impadronisca del potere. Non si tratta di una supposizione di scuola, ma della concreta situazione del suo tempo, in cui l’impero abbaside si trova di fatto sotto la tutela di Nizām al-Mulk e dei sultani selgiuchidi.

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Per citare questo articolo

 

Riferimento al formato cartaceo:

Martino Diez, Fanta-teologia: profezia della Umma che verrà, «Oasis», anno XIII, n. 25, giugno 2017, pp. 100-101.

 

Riferimento al formato digitale:

Martino Diez, Fanta-teologia: profezia della Umma che verrà, «Oasis» [online], pubblicato il 15 giugno 2017, URL: https://www.oasiscenter.eu/it/fanta-teologia-profezia-della-umma-che-verra.

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