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Classici

L’imam come prova divina

Studenti del Corano [hashem/Pixabay]

Nella più importante raccolta di hadīth sciiti, l’assoluta centralità degli imam emerge dalla scelta di riportare le tradizioni attribuite non solo a Muhammad, ma anche ai suoi successori

Questo articolo è pubblicato in Oasis 25. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 15/04/2019 15:41:07

Nella più importante raccolta di hadīth sciiti, l’assoluta centralità degli imam emerge dalla scelta di riportare le tradizioni attribuite non solo a Muhammad, ma anche ai suoi successori. Non poche tra queste tradizioni vertono sulla necessità di una guida infallibile, ispirata da Dio. Essa non può consistere nel solo Corano, oggetto di interpretazioni divergenti e conflittuali: occorre un Sovrintendente, come agli organi sensoriali un cuore.

 

 

La necessità di un imam-prova

 

 

2. Da Mansūr Ibn Hāzim[1]. Un giorno dissi a Ja‘far al-Sādiq[2] [il sesto imam]: «Dio è troppo maestoso ed elevato perché possa conoscere nelle sue creature; sono invece le creature a conoscere in Dio». «Hai detto bene». «Ma chi sa di avere un Signore deve sapere che quel Signore è soddisfatto o adirato [dalle azioni umane] e che si può conoscere se è soddisfatto o adirato solo attraverso una rivelazione, cioè un inviato. Chi non ha ricevuto una rivelazione deve mettersi in cerca degli inviati e quando li trova conoscerà che sono la Prova e che deve loro obbedienza. [Fatta questa premessa], ho domandato alla gente: “Voi sapete che l’inviato di Dio è stato la Prova di Dio per le sue creature?” “Certo”. “Ma quando l’inviato di Dio è passato all’altra vita, chi è rimasto come Prova di Dio per le sue creature?” “Il Corano”. “Ho esaminato il Corano ed ecco se lo contende il murgita e il qadarita e l’eretico (zindīq) che non crede[3], per poter prevalere nella disputa. [Vedendo questo spettacolo] ho capito che il Corano può essere una Prova solo se vi è un Sovrintendente (qayyim) che dica soltanto il vero su di esso. Chi è allora il Sovrintendente del Corano?” “Ibn Mas‘ūd ne sapeva e ‘Umar e Hudhayfa[4]”. “Ne sapevano o lo sapevano?” “No, ne sapevano”. “Io non ho trovato nessuno di cui si possa dire che conoscesse interamente il Corano se non ‘Alī. Quando sorgeva una questione e gli altri[5] dovevano riconoscere la loro ignoranza, lui aveva la risposta. Testimonio quindi che ‘Alī è stato il Sovrintendente del Corano, che gli era dovuta obbedienza, che è stato la Prova per la gente dopo l’inviato di Dio e che quanto ha detto sul Corano è vero”». E Ja‘far esclamò con approvazione: «Che Dio abbia misericordia di te!».

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Per citare questo articolo

 

Riferimento al formato cartaceo:

Testo di al-Kulaynī, L’imam come prova divina, «Oasis», anno XIII, n. 25, giugno 2017, pp. 92-99.

 

Riferimento al formato digitale:

Testo di al-Kulaynī, L’imam come prova divina, «Oasis» [online], pubblicato il 19 giugno 2017, URL: https://www.oasiscenter.eu/it/limam-come-prova-divina.

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