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Islam

Gli ulema sauditi, guardiani del cambiamento

La città di Medina, Arabia Saudita [Alymo - Pixabay]

Il teologo Ibn ‘Abd al-Wahhāb garantì ai regnanti sauditi la legittimità religiosa. I sovrani, a loro volta, concessero al chierico e ai suoi seguaci il monopolio dell’interpretazione dell’Islam

Questo articolo è pubblicato in Oasis 25. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 15/04/2019 15:33:05

Il teologo Ibn ‘Abd al-Wahhāb garantì ai regnanti sauditi la legittimità religiosa. I sovrani, a loro volta, concessero al chierico e ai suoi seguaci il monopolio dell’interpretazione dell’Islam. Anche questa controversa dottrina ultraconservatrice ha dovuto misurarsi con la modernizzazione, che ha messo in crisi il patto fondativo e generato contrasti all’interno dell’establishment religioso.

 

 

Gli ulema o chierici sunniti dell’Arabia Saudita hanno dovuto fare i conti con la modernizzazione del Paese e i cambiamenti socio-politici che hanno interessato le tradizioni religiose sviluppate da Muhammad Ibn ‘Abd al-Wahhāb nel XVIII secolo. Se alcuni ulema oppongono oggi resistenza al cambiamento, altri hanno accolto con cautela il progresso della società saudita, modificando anche le proprie posizioni religiose per adeguarsi alle circostanze. Negli ambienti religiosi sauditi, ciò ha portato a contestazioni e negoziazioni, a volte con forti dibattiti sull’autenticità dell’identità religiosa saudita.

 

 

Il fondatore del pensiero religioso saudita[1], Muhammad Ibn ‘Abd al-Wahhāb, predicò la purificazione religiosa attraverso l’eliminazione di quelle che riteneva pratiche corrotte. Lo scopo di tale purificazione era la promozione di un monoteismo assoluto, che contrastava in particolare con alcune pratiche sciite e sufi. La sua missione trovò un sostegno politico in Muhammad Ibn Sa‘ūd, che nel 1744 fondò lo Stato saudita. Ibn ‘Abd al-Wahhāb garantì a Muhammad Ibn Sa‘ūd la legittimità religiosa per governare, mentre quest’ultimo, a sua volta, concesse al chierico e ai suoi seguaci il monopolio degli affari religiosi. I nemici di ‘Abd al-Wahhāb e Ibn Sa‘ūd furono eliminati e le interpretazioni dell’Islam formulate da ‘Abd al-Wahhāb divennero una costante teologica utilizzata dalle generazioni successive degli Āl-Sa‘ūd e dei chierici wahhabiti per unificare l’Arabia e creare nel 1932 il moderno Stato dell’Arabia Saudita.

 

 

Il principio dello scontro

 

 

La modernizzazione dello Stato saudita sotto la leadership di ‘Abd al-‘Azīz Ibn ‘Abd al-Rahmān (1875-1953), noto anch’egli come Ibn Sa‘ūd, modificò i rapporti tra famiglia regnante e ulema. L’approccio pragmatico di Ibn Sa‘ūd al governo e i suoi sforzi per trasformare lo Stato saudita lo portarono allo scontro con gli ulema conservatori[2]. Ciò non significa peraltro che in precedenza gli ulema e i regnanti avessero sempre intrattenuto buone relazioni: si potrebbero ricordare ad esempio le dispute tra gli ulema e la famiglia regnante durante il secondo Stato saudita (1824-1891). Ibn Sa‘ūd però era un governante diverso da quanti lo avevano preceduto e si spinse oltre i limiti, arrivando a lavorare con dignitari stranieri non-musulmani. In sostanza, man mano che lo Stato saudita traeva beneficio dal petrolio e dalla rapida modernizzazione, gli ulema furono costretti ad accettare il declino della loro influenza negli affari politici dello Stato. Ciononostante gli aspetti religiosi del patto tra il sovrano e gli ulema rimasero sacrosanti. Gli ulema conservavano il monopolio degli affari socio-religiosi e il loro ideale religioso dell’Arabia Saudita era salvaguardato. Gli ulema di Stato in particolare restavano fondamentali nel fornire una legittimità religiosa ai sovrani e continuavano a operare come loro consulenti.

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Per citare questo articolo

 

Riferimento al formato cartaceo:

Raihan Ismaïl, Gli ulema sauditi, guardiani del cambiamento, «Oasis», anno XIII, n. 25, luglio 2017, pp. 70-78.

 

Riferimento al formato digitale:

Raihan Ismaïl, Gli ulema sauditi, guardiani del cambiamento, «Oasis» [online], pubblicato il 19 giugno 2017, URL: https://www.oasiscenter.eu/it/gli-ulema-sauditi-guardiani-del-cambiamento.

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