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Medio Oriente e Africa

I giornali arabi sull’elezione di Donald Trump

Traduzione di Chiara Pellegrino

Al-Nahar, quotidiano libanese Presidente Trump, il nuovo volto dell’America… la vittoria del terremoto Ha vinto il miliardario populista americano Donald Trump, privo di qualsiasi esperienza politica, alle elezioni presidenziali, nel terremoto politico senza precedenti che fa affondare gli Stati Uniti e il mondo in una fase di grande incertezza, e questo dopo aver ottenuto 276 voti contro i 218 di Clinton. Al-Rai’, quotidiano giordano Perché ha vinto Trump? Gli esperti individuano cinque ragioni Secondo gli esperti arabi sarebbero cinque le ragioni che hanno spinto gli americani a votare il candidato repubblicano Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d’America. In primo luogo la campagna di Trump, che ha sollevato i timori degli americani circa la gestione dei democratici degli affari interni ed esteri; l’utilizzo del denaro politico per rafforzare questi timori facendo leva sull’operato di Hillary Clinton durante il suo mandato di segretario di Stato americano; le promesse elettorali legate allo stato d’animo islamofobico americano degli ultimi anni che chiedeva di porre un limite all’immigrazione. La quarta ragione, secondo gli esperti arabi, è il sostegno diretto della lobby sionista, e indiretto della Russia, per via di alcune promesse fatte loro da Trump e della loro convinzione che il presidente repubblicano è più adatto a tutelare i loro interessi nel breve periodo. La quinta ragione, su cui gli esperti arabi però non concordano, è legata al discorso di Trump sulle donne che, ipoteticamente, avrebbe dovuto ispirare avversione ma che in realtà, per la sua audacia, gli ha garantito il sostegno. Al-Ittihad, quotidiano degli Emirati Arabi Le reazioni palestinesi alla vittoria di Trump Il responsabile dei negoziati palestinesi Saeb Erekat ha espresso la speranza che la nuova Amministrazione americana si avvalga di tutti gli strumenti per trovare una soluzione per i due Stati. Sul fatto che i palestinesi temano le posizioni del repubblicano Donald Trump, ha detto che “Trump pre-elettorale non sarà Trump post-elettorale; gli Stati Uniti sono uno Stato d’istituzioni”. All’emittente televisiva al-‘Arabiyya ha espresso cauto ottimismo dicendo: “Il primo a parlare di uno Stato palestinese è stato il Presidente George W. Bush, questione che ora potrebbe essere ereditata dal partito repubblicano”. […] Al-Masri al-Youm, quotidiano egiziano Al-Sisi si congratula con Trump: l’Egitto si sforza di iniettare un nuovo spirito Il presidente AbdelFattah al-Sisi si è congratulato con il presidente americano eletto Donald Trump, augurandogli la buona riuscita e il successo per lo svolgimento dei suoi incarichi e le responsabilità di cui è investito nella cura degli interessi del popolo americano, che gli ha dato la sua fiducia nella leadership. Il presidente si dice inoltre pronto a rafforzare la cooperazione tra l’Egitto e gli Stati Uniti a tutti i livelli. Al-Quds al-‘Arabi, quotidiano pan-arabo La rivalità fra Trump e Hillary

 


 

Al-‘Arabiyya, sito dell'emittente saudita Chi è Trump e a quanto ammonta la sua fortuna? […] Trump, ricco dal punto di vista finanziario e immobiliare, ma politicamente povero, ha svelato un nuovo volto durante la campagna elettorale e le sue dichiarazioni e gli attacchi violenti lanciati contro alcune correnti e Stati “non sono sembrati un rischio calcolato”. Nonostante tutto, Trump è riuscito a entrare alla Casa Bianca sconfiggendo uno dei politici più astuti dei democratici americani, Hillary Clinton. […] Anche prima della sua vittoria alla presidenza dello Stato e dell’economia più grandi del mondo, il nome di Trump era considerato un marchio commerciale e comprendeva ricchezza e investimenti. Il “miliardario presidente” settantenne è temuto dal mondo e dai mercati, che temono possa cambiare il volto dell’America aperta ed esportatrice delle nozioni del libero mercato. […] Al-Shuruq, quotidiano egiziano Hamas: Dopo la vittoria di Trump “non contiamo” sul cambiamento della politica “di parte” degli Stati Uniti contro i palestinesi Il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri ha detto che “il popolo palestinese non conta troppo sul cambiamento nella presidenza americana, perché la politica degli Stati Uniti verso la questione palestinese è una politica immutata e fondata sul partito preso”. Al-Quds al-‘Arabi, quotidiano pan-arabo Il ministro degli Esteri iraniano sollecita il nuovo presidente degli Stati Uniti a rispettare l’accordo nucleare Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha confermato che il nuovo presidente degli Stati Uniti deve rispettare l’accordo nucleare siglato tra l’Iran e le sei grandi potenze: “Noi non interferiamo con gli affari interni degli altri Paesi, questo è un voto del popolo americano, ma chiunque sia il presidente degli Stati Uniti, deve conoscere correttamente la realtà del mondo e della regione e trattare con essa realisticamente. L’America deve rispettare gli accordi multilaterali sul nucleare”. Al-Sabah, quotidiano magrebino Rischio crollo dei mercati arabi ed europei e del petrolio dopo l’annuncio della vittoria di Trump alle elezioni americane Mercoledì, i mercati azionari del Golfo hanno aperto in ribasso dopo l’annuncio dei risultati delle elezioni americane e la vittoria del candidato repubblicano Donald Trump sulla rivale democratica Hillary Clinton. La vittoria di Trump ha spinto in ribasso tutti i mercati azionari e valutari mentre sale l’oro del 5 per cento all’apertura e del 3,25 per cento a metà sessione raggiungendo i 1317 dollari all’oncia nelle transazioni online asiatiche.

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