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Cristiani nel mondo musulmano

Le scuole cattoliche in Medio Oriente e Africa del Nord: sfide e prospettive

Punti di convergenza tra gli istituti scolastici della regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa)

 

Gli istituti scolastici, in questa regione, mostrano alcune caratteristiche comuni nonostante le diversità:

 

• Un’attenzione allo sviluppo umano integrale, così da armonizzare in una visione globale le dimensioni intellettuali, affettive, fisiologiche, spirituali e religiose dell’educazione.

 

• La volontà di collocare nel cuore stesso dei progetti delle scuole e degli istituti formativi un fondamento interculturale e interreligioso, pur insistendo nel solco della proposta del Vangelo.

 

• Un accento sul ruolo essenziale che la Chiesa e l’insegnamento cattolico possono svolgere nei Paesi di cultura araba e musulmana.

 

Sfide

 

Possiamo riassumerle in tre questioni principali:

 

• Il fondamentalismo che imperversa nella regione. L’apertura di alcuni istituti o scuole dominate da movimenti o organizzazioni fondamentaliste è in contrasto con i valori veicolati dall’insegnamento cattolico, particolarmente attento a sostenere la diversità.

 

• Le difficoltà economiche derivanti da un numero sempre crescente di rette non pagate a causa dell’inflazione presente nell’area, mentre i governi dei singoli Paesi sono restii a sovvenzionare le scuole, semigratuite per le famiglie di condizione socioeconomica modesta.

 

• Le relazioni con i governi. In alcuni casi sono burrascose. In Libano, per esempio, le scuole cattoliche, come tutte le scuole, faticano a fronteggiare l’assenza di una chiara politica educativa. In altri Paesi della regione, soprattutto in Terra Santa e in Palestina, le relazioni molto spesso vanno incontro a incognite e variano a seconda del governo in carica e delle tendenze politiche che esprime.

 

Prospettive

 

In occasione degli incontri annuali vengono sempre proposte alcune linee di riflessione e azione che rispecchiano le preoccupazioni condivise dai Segretariati generali della regione, e in particolare:

 

• Lo sviluppo dell’azione ecclesiastica nello spirito della partecipazione, della collaborazione tra i vari istituti educativi così come della collaborazione con organismi affini all’estero.

 

• La promozione dell’insegnante come membro attivo del progetto educativo e la necessità di garantire una formazione continua.

 

• Lo sviluppo di una solidarietà effettiva che contribuisca a sostenere il legame delle famiglie con la scuola cattolica e a mantenere l’istituto scolastico in equilibrio di bilancio.

 

• Il rafforzamento dei valori evangelici e umani in una società multiconfessionale sottoposta alla duplice e opposta pressione dell’integralismo e della globalizzazione.

 

 

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