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Le nostre letture

Maria, la donna di maestà e bellezza

Autore: Luigi Bressan Titolo: Maria nella devozione e nella pittura dell’Islam Editore: Jaca Book, Milano 2011

Questo articolo è pubblicato in Oasis 14. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 10/06/2019 10:07:17

Che la Vergine Maria sia ampiamente presente nella religione musulmana è fatto ben noto, soprattutto dopo gli studi di numerosi islamologi cattolici. Anche diversi esponenti musulmani si sono cimentati sul tema, come di recente in Italia Yahya Sergio Yahe Pallavicini, autore della traduzione-commento alla Sura di Maria (Morcelliana 2010). L’esperienza d’incontro tra cristiani e musulmani intorno alla figura di Maria è del resto ben attestata dalla presenza di diversi santuari mariani in terra d’Islam, visitati dalle minoranze cristiane ma non solo, e ha prodotto iniziative significative come la recente proclamazione dell’Annunciazione come festività islamo-cristiana in Libano. È su questo sfondo, richiamato al lettore dalla presentazione di Maurice Borrmans e approfondito da Livia Passalacqua attraverso un’utile sinossi biblico-coranica, che si colloca il lavoro dell’Arcivescovo di Trento. Questi, già Pro-Nunzio apostolico in Pakistan, raccoglie e presenta nel volume numerose raffigurazioni di Maria nell’arte islamica. Già il fatto che si parli di raffigurazioni sorprenderà forse il lettore: l’Islam non è infatti aniconico? Ma la sua sorpresa crescerà quando passerà in rassegna il ricchissimo apparato iconografico: accanto a immagini decisamente orientali (splendida una Maria che scuote la palma di provenienza persiana) ritroverà infatti numerosi temi dell’arte sacra occidentale, variamente adattati e reinterpretati dagli artisti musulmani. Benché la maggior parte degli esempi spazi dal XVII secolo in poi, attingendo in particolare alla produzione dell’impero Moghul (India centro-settentrionale), l’uso di raffigurare scene della vita di Maria risale a molti secoli prima: lo testimoniano alcuni manufatti siriani databili intorno al 1250, fatto tanto più sorprendente se si considera che le dinastie che li commissionarono erano impegnate nelle guerre contro i Crociati. Neppure si può dire che l’uso di raffigurare Maria sia soltanto un fatto del passato: lo dimostrano alcune opere moderne di provenienza iraniana. E proprio chiarire quale possa essere il senso di una pittura islamica è l’obiettivo del breve contributo di Ali Hassoun Hussein, artista libanese residente in Italia, il quale indica come motivo ispiratore della sua opera la congiunzione di due aspetti della Divinità: Maestà e Bellezza. Anche la decorazione aniconica, che si esprime soprattutto nella calligrafia, riserva comunque una sorpresa, frutto delle tenaci ricerche dell’autore: uno dei versetti coranici più frequentemente utilizzati per adornare la nicchia (mihrâb) che nelle moschee indica la direzione della preghiera è infatti quello relativo al ritiro di Maria al Tempio (3,37), probabilmente perché in esso si trova utilizzato proprio il termine mihrâb. In tal modo la persona di Maria non è assente da numerose moschee, in particolare – osserva Mons. Bressan – da quelle di Istanbul e dalla stessa Santa Sofia. Alcuni temi, toccati brevemente, si presterebbero a ulteriori ricerche: la piccola icona portatile che l’imperatore Jahangir contempla (fig. 36) sembrerebbe ad esempio suggerire paralleli con gli shamâ’il portatili cui è dedicato, in questo numero, l’articolo di Amir-Moezzi. Illusioni o collegamenti reali? Solo un’indagine specifica potrebbe rispondere. Una ricca antologia di testi curata da Livia Passalacqua documenta infine la presenza di Maria nella tradizione e spiritualità musulmana arricchendo l’apparato iconografico, anche se la necessaria frammentarietà delle citazioni espone al rischio di qualche semplificazione. Spiccano i passi di Tabari (194-195) con il delicato dialogo tra Maria e un turbato Giuseppe, e la bella poesia dell’egiziano al-Bayyumi (m. 2006), già docente di Lettere all’Azhar. La dichiarazione Nostra Aetate afferma al n. 3 che i musulmani «onorano la [...] vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione». L’intenso itinerario tra arti figurative, poesia e letteratura, ne offre eloquente illustrazione.

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