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Religione e società

Milano: come l’immigrazione ha cambiato la Diocesi

Coda davanti all’ufficio immigrazione della Questura di Milano [Alexandre Rotenberg / Shutterstock.com]

Un contributo al dibattito sul Sinodo “Chiesa dalle genti” di Laura Zanfrini, sociologa dell’Università Cattolica e membro della Commissione di coordinamento, su dati raccolti ed elaborati grazie alla collaborazione della Fondazione Ismu

Ultimo aggiornamento: 15/05/2018 14:47:31

In questi ultimi anni la Diocesi di Milano si è rivelata «luogo d’approdo per un’immigrazione composita». Dal punto di vista delle affiliazioni religiose, le stime citate nel sussidio di Laura Zanfrini, elaborate in base alle confessioni prevalenti nei Paesi d’origine dei migranti, parlano di «368.000 cristiani – di cui 233.000 cattolici, 115.000 ortodossi e 34.000 di altre appartenenze cristiane non cattoliche né ortodosse – e 269.000 musulmani». A questi si aggiungono 31.000 buddisti e 61.000 atei o agnostici.

 

Numerosi indicatori segnalano «un chiaro orientamento alla sedentarietà o addirittura alla presenza permanente» di queste persone, ma ciò non coincide con il «superamento di una condizione di svantaggio e, a volte, di vera e propria indigenza». A fronte di questa situazione, prosegue il documento, emerge nelle comunità da sempre presenti sul territorio «il disorientamento di fronte ai processi in atto e la mancanza di adeguati strumenti culturali per la loro interpretazione».

 

A questo link è possibile scaricare l’intero documento pubblicato dalla Diocesi di Milano.

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