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Islam

«Noi e loro, un’unica cosa»

Iraq. Najaf, capitale dello sciismo, ha generato e genera uomini di scienza e lettere preoccupati di garantire la convivenza tra le diverse componenti dell’Iraq, nel quadro di uno stato civico. E di circondare con la tolleranza la violenza cieca degli estremisti religiosi

Questo articolo è pubblicato in Oasis 18. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 15/10/2018 13:22:54

Oasis n. 18 è disponibile in libreria e online.

 

 

 

 

 

La sapienza divina ha voluto che i figli dell’uomo fossero diversi tra loro per colore, lingua, cultura e religione, nonostante essi discendano dagli stessi genitori, Adamo ed Eva (su di loro la pace). Dice infatti il Corano:

 

 

«E uno dei Suoi Segni è la creazione dei cieli e della terra e la varietà delle lingue vostre e dei vostri colori» (30,22)

 

 

Se tutti avessero lo stesso pensiero, la vita s’interromperebbe. È infatti la diversità nell’intelligenza, nelle opinioni e nelle idee a infondere dinamismo alla vita e darle varietà, permettendo di scoprire tutto ciò che è nuovo. La diversità apre uno spazio in cui ogni essere umano può fare le scelte che più gli convengono. E tuttavia, se guardiamo alla regione mediorientale, vediamo che in essa, a causa dei regimi politici tirannici, tribali, familiari o confessionali, è comparso tra alcuni seguaci della religione islamica un pensiero estremista.

 

 

Gli adepti di questo pensiero rifiutano il dialogo con l’altro e accusano di miscredenza le altre religioni e confessioni: versano il sangue degli altri fedeli e proibiscono ai loro seguaci d’interessarsi alle altre religioni e confessioni, mettendoli in guardia dal mescolarsi con quanti hanno idee differenti. Emettono fatwe che incitano all’odio e all’assassinio. Ma «la religione è innocente rispetto al comportamento di questa banda» perché essi si allontanano dai valori celesti insegnati dall’Altissimo:

 

 

«Ha prescritto a voi quel culto che già raccomandò a Noè e che rivelammo a te, e che raccomandammo ancora ad Abramo e a Mosè e a Gesù, dicendo: “Osservate la religione e non dividetevi in sette”» (42,13)

 

 

È per questo che si è creata una situazione di confusione e conflitto a causa della quale l’ignoranza predomina e lascia tracce di sé in tutta la regione.

 

 

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