Rassegna stampa italiana ed estera del 17 gennaio 2018

Ultimo aggiornamento: 22/04/2022 09:34:38

Dalla stampa italiana

 

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è in India per un viaggio di sei giorni nel corso dei quali incontrerà Narendra Modi, visiterà centri ebraici indiani e firmerà accordi strategici. Modi e Netanyahu, scrive Carlo Pizzati su La Stampa, hanno firmato “accordi sull’alta tecnologia e discusso nuove strategie di cyber-sicurezza oltre alla lotta al terrorismo del fondamentalismo islamico”.

 

“La Tunisia ha costruito il suo presente per le strade ma il futuro si gioca alle urne”, scrive Pietro Marzo sull’Huffington Post. Per questo, si legge, intellettuali, partiti, organizzazioni internazionali devono vincere la retorica del non voto che in Tunisia pare aver conquistato quattro cittadini su cinque.

 

I fondi sovrani di Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qatar e Kuwait hanno una “potenza di fuoco” di 2800 miliardi di dollari. Enrico Marro sul Sole 24 Ore mostra come si orientano gli investimenti del capitale gestito dai fondi sovrani dei paesi del Golfo Persico per cercare (anche) di orientare a proprio favore le politiche estere di paesi terzi.

 

La presenza di Isis in Afghanistan è sempre più marcata: nel solo mese di dicembre è Is-K (Islamic-State Khorasan Province) ha portato a termine tre attacchi contro la capitale, Kabul. La crescita delle dimensioni e delle capacità di Is-K, si legge nell’articolo di Matteo Miavaldi su Eastwest, è dovuta anche al fatto che il gruppo “si starebbe inserendo con successo nelle fratture che dividono da secoli la maggioranza pashtun, sunnita, dalla minoranza hazara, sciita, sovrapponendo al revivalismo sunnita la componente del nazionalismo pashtun”.

 

Dalla stampa francofona

 

I Rohingya torneranno in Birmania. L’hanno deciso congiuntamente Birmania e Bangladesh martedì 16 gennaio: nei prossimi due anni, i rifugiati che hanno lasciato il Paese per via della repressione militare faranno ritorno alle loro case, scrive La Croix.

 

Continua il dibattito sulla laicità in Francia. La Croix presenta lo studio del giurista Thierry Rambaud, professore della Sorbona. Rambaud prende in considerazione alcune piste per sviluppare una politica pubblica di gestione del fatto religioso in uno Stato laico.

 

Marocco. È in corso nel Paese un progetto di regionalizzazione. L’obiettivo è ridurre le disparità regionali, aiutando ciascuna regione a diventare un polo economico. Negli ultimi mesi, numerose città sono state teatro di manifestazioni. Lo scorso weekend, il Primo ministro marocchino ha visitato la città di Fès (Jeune Afrique).

 

Un “Codice di condotta per la coesistenza” firmato da alawiti e sunniti in Siria. La notizia, pubblicata su Le Monde Premium, riporta l’ambizione dei firmatari di imbastire un nuovo contratto sociale in una Siria unita e plurale.

 

Dalla stampa anglofona

 

La fatale corsa all’oro africana è amplificata dalle promesse dei trafficanti di uomini. I rifugiati sudanesi nel Nord del Ciad rischiano la loro vita nelle miniere di metalli preziosi nel tentativo disperato di assicurarsi una nuova vita in Europa. Gethin Chamberlain sul Guardian.

 

Il Golfo e il calcio: il Qatar potrebbe chiedere aiuto all’Iran per l’organizzazione dei Mondiali. Il piccolo emirato è infatti indietro con i preparativi (the Economist - Paywall).

 

Una regione musulmana della Cina ha vietato ai bambini di partecipare agli eventi religiosi. Durante una vacanza, sono state le scuole del distretto amministrativo di Linxia a impedire ai bambini di partecipare agli eventi religiosi. In questa regione cinese vivono gli Hui, gruppo etnico di religione musulmana (Reuters).

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