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Medio Oriente e Africa

Al-Azhar risponde a Qaradawi

Non è stato difficile, per tutti gli intellettuali che hanno letto la fatwa del dottor Yusuf al-Qaradawi, cogliere la parzialità del suo giudizio e l’infondatezza delle sue affermazioni. Il dottor Qaradawi infatti ha considerato la discesa in piazza di milioni di egiziani il trenta giugno, in una forma mai vista prima d’ora, come un colpo di stato militare, in cui il Generale al-Sisi si sarebbe appoggiato a persone che non rappresenterebbero – a suo dire – il popolo egiziano e tra le quali figurerebbe anche il Grande Imam prof. Ahmad at-Tayyeb, Shaykh di al-Azhar. Non possiamo far altro che chiarire quanto segue:

 

 

Primo: Sua eccellenza il Grande Imam Shaykh al-Azhar non poteva sottrarsi a un invito rivoltogli da tutte le forze nazionali e dai leader politici e religiosi, tra cui lo stesso Partito Libertà e Giustizia, in un momento storico in cui le sensibilità erano esacerbate e in una situazione nazionale in cui tirarsi indietro sarebbe equivalso a un tradimento rispetto al compito che la responsabilità dettava. E questo in risposta alla voce del popolo, espressasi in una forma pacifica e civile che non differisce in nulla dal quella del 25 gennaio 2011 [data della prima rivoluzione, n.d.T].

 

 

Secondo: La fatwa del dottor Yusuf al-Qaradawi riflette unicamente l’opinione di quelli che egli sostiene. Il motivo principale per cui la gente si è combattuta e continua tuttora a combattersi è il governo e la politica in nome della religione. Come ha affermato Shahrastânî : «Per nessuna norma religiosa nell’Islam si sono sguainate le spade tanto quanto per l’imamato, in ogni tempo».

 

Il Grande Imam è superiore al prendere posizione con un gruppo contro un altro e tutti conoscono l’ampiezza del suo sforzo per impedire di giungere all’attuale frangente critico, da cui ha lungamente messo in guardia senza che nessuno desse importanza alla cosa. Di questa situazione occorre chiedere conto a quanti hanno condotto il Paese sull’orlo del precipizio. Chiunque non li conosca può rileggere gli ultimi comunicati emessi in questo periodo per rendersene conto, senza contare gli sforzi e le prese di posizione [assunte in privato], note a Dio e ai nobili leader della umma che le hanno sottoscritte.

 

 

Terzo: La posizione del Grande Imam origina e continuerà a originare dalle costanti nazionali di al-Azhar, che sono costituite dalle finalità della Legge (maqâsid al-sharîʿa), da una conoscenza profonda e penetrante dei testi sharaitici calati nella realtà e non avulsi da essa, con l’attenzione necessaria a conservare le costanti e le norme della Legge. Infatti il sapiente (ʿârif) è colui che conosce il suo tempo. Non è sapiente chi distingue il bene dal male, ma chi sa distinguere quale dei due beni è male o quale dei due mali è bene.

 

 

Quarto: Quanto poi alle parole ed espressioni, allusioni e calunnie, che la fatwa contiene, esse non sono altro che un incitamento alla discordia (fitna) e diffondono il costume di offendere gruppi che costituiscono la umma, suoi rappresentanti e leader. L’Azhar si astiene dal rispondere o commentare: «Dì: “Ognuno agisce a suo modo, ma il vostro Signore sa meglio di chiunque chi è guidato alla diritta via”» (17,84).

 

 

(trad. Martino Diez)

 

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